Page 151 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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I RAPPoRTI TRA MILITARI ITALIANI e ALLeATI doPo LA LIbeRAzIoNe




                    le missioni costavano molto ma i fondi non mancarono (anche se a volte non
               furono sempre sufficienti), da parte di istituzioni, industriali e privati: la guerra
               doveva  finire, il  territorio  doveva  essere  liberato  dagli invasori  e  la vita  doveva
               riprendere, anche se con grandi difficoltà, e quindi benvenute, in linea di massima,
               le missioni nelle linee nemiche che sicuramente avevano come obiettivo di indebo-
               lire il nemico, non solo sui campi di battaglia ma sul terreno del quotidiano sociale,
               con una  attiva  propaganda  e un  lavorio intenso  presso  la  popolazione. esempi
               anche esse di una notevole resistenza clandestina e oltre le linee .
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                    anche l’oSS (con la sua Special operations branch-So), organizzava nume-
               rose missioni operative, informative e di resistenza, inserendo anche missioni di psi-
               cologia di guerra.
                    Quando arrivò a brindisi, max Corvo era a conoscenza che era già stato rag-
               giunto un accordo tra i servizi informativi britannici e quello italiano per una col-
               laborazione nel settore, tanto che il Soe aveva persino istituito delle scuole di adde-
               stramento, oltre che nell’area di algeri, anche a brindisi e a bari per paracadutismo,
               telegrafia, sistemi di comunicazione, corsi di navigazione e di crittografia; sapeva
               anche che gli inglesi controllavano i trasporti effettuati nel mar adriatico e che la
               regia marina poteva effettuare spostamenti di propri mezzi solo se preventivamen-
               te autorizzati dal Comando alleato.
                    bisogna anche ricordare che i britannici avevano richiesto, necessitandola per
               i loro trasporti, la collaborazione navale italiana ed era anche per questo che con-
               trollavano attentamente gli spostamenti dei mezzi italiani, ordinandone molte volte
               il rientro in porto, impedendo anche azioni di soccorso come avvenne per le truppe
               italiane dalle coste jugoslava e albanese .
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                    appena arrivato a brindisi, da palermo, il 6 novembre 1943, il tenente Corvo
               creò subito un collegamento radio tra l’Ufficio oSS di brindisi e la stazione di
               palermo, con l’aiuto di un marconista militare della marina italiana e un codice
               cifrato: quella stazione radio americana di brindisi fu attiva dal 7 novembre al 26
               dicembre, inviando informazioni segrete che da palermo venivano poi trasmesse al
               aFHQ in algeri.






               22  Si è voluto dare spazio alla missione nemo perché molto illustrativa di come queste missioni erano
                  organizzate, chi vi partecipava e i rischi che venivano quotidianamente corsi.
               23  max Corvo, cit., p. 174 e ss. Il tenente biagio massimo Corvo, detto max (alias marat), militare
                  volontario, guidava in algeri la sezione Italia dell’oSS, con vari agenti di origine italiana tra i quali
                  Victor anfuso  e Vincent Scamporino. per  tutta  l’attività  del Soe  dal 1941  al 1945, naUK,
                  HS7/58.

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