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I RAPPoRTI TRA MILITARI ITALIANI e ALLeATI doPo LA LIbeRAzIoNe
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cia delle organizzazioni locali .
di grande importanza si rivelarono le missioni di istruttori di sabotaggio che
furono complessivamente quattro. Costituite di norma da due a sei istruttori, e alle
quali parteciparono in complesso 152 uomini, era affidato il compito di mettere in
difficoltà i trasferimenti delle truppe tedesche e fasciste, mediante la distruzione di
ponti e interruzioni di tronchi ferroviari, nonché sabotaggi di autotrasporti.
Complessivamente furono organizzati 498 campi per aviolanci di materiali e
53 per quelli del personale. Furono stabiliti sei punti di sbarco, soprattutto per le
missioni che operarono in liguria. molto curata anche l’organizzazione del territo-
rio liberato, con base prima a monopoli e poi a Siena, che doveva essere il centro di
supporto per le missioni. In seguito la Special Force organizzò una base in toscana
a contatto con il Comando del XV Gruppo d’armate.
numerose le basi logistiche: aeree, dapprima quelle del nord africa e succes-
sivamente, dal febbraio 1944, anche la base di brindisi che operò fino all’agosto
1944. Furono organizzate anche quelle di bari, Foggia e albinia. le basi navali uti-
lizzate erano quella di termoli, per le missioni lungo le coste adriatiche, e nizza,
per quelle sulla costa ligure. Furono costituite inoltre delle basi terrestri in zone di
a
occupazione avanzata alleata: una a cura della 5 armata americana per il settore
appenninico tosco-emiliano; un’altra in Francia nella valle del Guil e nella valle
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dell’Isere, per rifornire coloro che erano nelle vallate alpine del versante italiano.
Furono organizzati corsi per aviolanci, per sabotaggi, per radiotelegrafisti, di
canottaggio necessari per le varie missioni. Quest’ultimo in particolare fu molto
utile in un’occasione, quando il capo missione e il radio operatore, sbarcarono nei
pressi di Chioggia, per recarsi a Venezia.
lasciarono l’unità navale militare a bordo di un canotto di gomma e si allon-
tanarono a remi. Giunti vicino alla spiaggia, con l’alta marea, fu difficile l’affonda-
mento del canotto quindi dovettero allontanarsi un po’ dalla riva con il timore che,
non appena si fosse ritirata l’alta marea, lo stesso potesse rimanere allo scoperto e
quindi indicare che qualcuno era sbarcato. poi, com’era previsto seppellirono accu-
ratamente i remi nella sabbia. Il corso seguito si era rivelato molto utile .
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12 In particolare: la missione man nelle marche nel gennaio 1944; missione oro nel giugno 1944 in
lombardia presso il Comitato di liberazione nazionale alta Italia (Cl- naI); missione rrr del-
l’agosto 1944 in lombardia presso il Comando militare del ClnaI; missione SS dell’agosto 1944
in Veneto, per il Comitato di liberazione nazionale (Cln), presso il Comando militare.
13 nara, rG 226, Records of the Strategic Services, a1-210, b. 371, con l’intera relazione delle vicende
della missione pear, che, iniziata il 27 gennaio 1944, terminò il 25 aprile 1945. Il capo missione non
poté fare la relazione perché era stato catturato ed era in un campo di concentramento e quindi que-
sta fu redatta dal radio operatore. Si seppe in seguito che era stato ucciso dai tedeschi nell’agosto
1944. V. anche rG 457, entry 9032, b.196.
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