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I CarabInIerI del 1945 - L’ITALIA LIbeRATA
ni , membri delle varie missioni e Servizi. Furono molto utili questi sbarchi perché
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riuscirono a installare un’importante rete di comunicazioni radio per i comandi
operativi alleati e i Servizi italiani, tramite i partigiani, con informazioni ottenute
molto spesso direttamente o con il loro aiuto. alcune missioni furono anche fatte
infiltrare via terra come, ad esempio, nell’ottobre 1943 attraverso le linee tedesche
del settore adriatico; ne seguirono altre: nel dicembre 1944 da territorio neutrale,
nel marzo 1945 partita dal territorio francese, e ancora altre due nell’aprile 1945. In
quello stesso mese furono infiltrate ulteriori due missioni attraverso le truppe tede-
sche in ripiegamento dalla Linea Gotica nella pianura padana. dal novembre 1944
furono anche organizzate delle speciali missioni di collegamento tattiche, di suppor-
to al Comando alleato, per fornire informazioni e trasmettere direttive, ordini e
per orientare verso razionali sabotaggi utili ai fini delle operazioni alleate.
la composizione delle missioni era quasi sempre la stessa: un ufficiale capo
missione, collaboratori scelti tra ufficiali, sottufficiali e truppa; era sempre presente
un radiotelegrafista militare, con equipaggiamento adatto ad effettuare il previsto
collegamento. Quando le missioni furono miste (italiani e inglesi o americani), fu
necessario dotarle anche di un interprete.
Gli specchi riepilogativi cronologici delle missioni inviate, allegati alla relazione,
forniscono un quadro analitico molto interessante: data di inizio e fine missione;
obiettivi, previsti o raggiunti; le regioni dove furono inviate; i mezzi utilizzati per l’in-
vio. Interessante anche il quadro del volume di traffico radio telegrafico dei messaggi
trasmessi alle missioni e di quelli in arrivo dalle stesse; per alcune ve ne fu un numero
ingente come quella in Veneto dell’ottobre 1944. In tutto, i messaggi trasmessi alle
missioni furono 6.160 e quelli inviati dalle missioni, 8.215, un lavoro di grande rilievo
professionale e militare. negli specchi sono anche segnalate le missioni fallite come ad
esempio una inviata in Veneto, partita dalla base il 3 novembre 1943, della quale non
si ebbero più notizie. l’ultima missione, con la sigla orGon, composta da cinque
italiani e cinque inglesi, inviata in lombardia il 28 aprile 1945 fu chiusa il 2 maggio
dello stesso anno, in territorio già liberato .
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Ci furono anche le cosiddette ‘missioni speciali’, con il compito di organizzare
la rete della missioni suddivise in: organizzative, antisabotaggio, costruttive e con
compiti particolari. praticamente queste coordinarono la rete, riscuotendo la fidu-
10 Giuliano manzari, La partecipazione della Marina..., cit., p.159.
11 In tutto furono effettuate, secondo la relazione messe 96 missioni di collegamento operative, divise
in 48 italiane, 23 inglesi, 25 miste che impiegarono 163 italiani (tra i quali 64 radiotelegrafisti) e 119
inglesi. Fino all’aprile 1944 furono solo italiani a far parte delle missioni ma, successivamente, il
Quartier Generale alleato ritenne che era opportuno avere anche dei propri rappresentanti nel ter-
ritorio occupato dai nazifascisti e quindi vi furono delle missioni miste o solamente britanniche, che
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si integrarono nella rete gia costituita. In Relazione Messe, a pp. 76 e ss.
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