Page 143 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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I RAPPoRTI TRA MILITARI ITALIANI e ALLeATI doPo LA LIbeRAzIoNe
➣ le Fiamme Verdi del generale Fiori (generale masini) nelle alpi orobie, un
gruppo che mantenne sempre rapporti privilegiati con gli alleati;
➣ il Gruppo bande del tenente colonnello Cugini nella zona di Vittorio Veneto;
➣ il Gruppo bande del tenente colonnello zancanaro nella zona del Grappa;
➣ le bande del tenente Carli, sull’altopiano dei Sette Comuni (prealpi Vicentine).
non si può dimenticare che contemporaneamente nella Valle padana e nei
grandi centri urbani si stavano sviluppando e affermando i Gap (Gruppi di azione
patriottica) e le Sap (Squadre di azione patriottica). Si vede già da queste prime
indicazioni come i militari a nord avessero subito iniziato ad organizzare Gruppi-
bande di resistenza. anche sull’appennino si stava consolidando un movimento di
resistenza appoggiato più che altro da esponenti politici.
In questo primo periodo, nel suo complesso, la resistenza iniziava già ad essere
molto importante per numero di formazioni, volontari e attività intraprese. era
però ancora frazionata: l’attività è episodica, non controllata, notava messe.
e in effetti anche la Special Force, che pure aveva delle sezioni aggregate presso
la 5 e l’8 armata, dipendenti dalla Special Force N.1, non era in grado di appoggia-
a
a
re concretamente questo intenso movimento di resistenza che necessitava di rifor-
nimenti, utilizzo di campi di aviazione, velivoli per i trasporti e non ultimi (arma-
mento, munizionamento e finanziamento). proprio nel momento in cui il movi-
mento clandestino di resistenza si stava concretando e organizzando, come indicato
da messe, nel territorio occupato, la resistenza si dovette basare su:
➣ missioni di collegamento e operative;
➣ missioni speciali;
➣ missioni di istruttori per il sabotaggio;
➣ campi di ricezione per aviolanci;
➣ punti di sbarco;
➣ rifornimenti;
➣ finanziamenti;
➣ propaganda.
le missioni di collegamento erano logisticamente importanti perché doveva-
no collegare l’Italia occupata con l’Italia libera. Furono attive fin dal mese di ottobre
1943 ed erano costituite da militari di tutte e tre le Forze armate, e da volontari
(anche civili), opportunamente addestrati.
dopo un primo periodo di aviolanci o sbarchi sia con mezzi di superficie sia
con sommergibili, si poté passare ad aviolanci su campi organizzati o con sbarchi in
punti prestabiliti, dove il personale inviato trovava ‘accoglienza’ per poi arrivare a
destinazione. oltre le linee nemiche, sbarcarono più di duecentocinquanta uomi-
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