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i Carabinieri del 1945 - la lIberazIone




             scorreva davanti come sulla pellicola di un film della durata di vent’anni. era solo il
             passato al quale pensavo, il futuro non mi apparteneva, era stato delegato ad altri .
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                  l’improvviso  stridore  di freni,  uno  sferragliare  di  lamiere,  voci gutturali
             incomprensibili, urla di dolore, invocazioni, pianti interrompono la meditazione di
             Ciamarra. il treno, dopo un lunghissimo viaggio, giunge a destinazione.
                  alla stazione ci accolsero cani ringhiosi, trattenuti a stento dalle SS armate di
             tutto punto. Incolonnati per cinque, attraversammo le vie del grazioso e quieto villag-
             gio e prendemmo a salire in fretta, sempre più in fretta, quasi di corsa, sotto le gom-
             mate tedesche, nella neve alta che rallentava il nostro andare e ingrossava il nostro
             respiro. guai a perdere il passo. guai a non essere perfettamente in fila e in riga. e
             con noi malati, feriti e mutilati. In cima alla collina, ecco apparire il mostruoso edi-
             ficio, calvario e tomba di migliaia di persone. Sull’enorme portone di ingresso della
             fortezza capeggiava, spaventosa, un’aquila aggrappata alla croce uncinata. a me
             parve di leggere nella scultura i terribili versi danteschi: “lasciate ogni speranza, voi,
             ch’entrate” .
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                  il lager di Mauthausen  con i due sotto-campi di Amstetten ed ebensee è una
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             vera e propria fortezza di pianta rettangolare chiusa su tre lati da mura di pietre spes-
             se due metri e alte f no ad otto lungo i quali corre un reticolato di f lo spinato per-
             corso da corrente elettrica ad alta tensione. l’ingresso principale viene chiamato da
             prigionieri la “Porta mongola” per la sua forma che ricorda lo stile orientale. A
             Mauthausen vengono internati dalla sua apertura, nel 1938, alla liberazione, miglia-
             ia di prigionieri: antinazisti, intellettuali, oppositori politici, ma anche ebrei, rom e
             sinti, omosessuali giudicati pericolosi per la sicurezza del terzo Reich. Come altri
             campi  di  internamento gestiti  dalle ss, Mauthausen viene  utilizzato anch’esso
             come lager per il sistematico e deliberato sterminio, da attuarsi attraverso il lavoro
             forzato e la denutrizione per ottenere la cosiddetta “morte per consunzione”. i pri-
             gionieri vengono costretti a lavorare come schiavi nelle cave per l’estrazione del gra-
             nito e di altri materiali da utilizzare prevalentemente per l’abbellimento degli edif ci
             monumentali progettati dalla Germania nazista. l’orario di lavoro è di undici ore.
             dal 1941 a Mauthausen, con l’entrata in funzione di una camera a gas , inizia l’eli-
                                                                             24
             minazione dei prigionieri malati ed inabili anche col ricorso alla gassazione, senza
             rinunciare ad altre pratiche di morte come le iniezioni di fenolo al cuore, fucilazioni

             21  ivi, p. 14.
             22  ivi, p. 15.
             23  secondo stime uf  ciali nel campo di Mauthausen vennero uccisi circa centoventimila internati dei
               quali trentottomila ebrei.
             24  Venivano utilizzate bombole di ossido di carbonio. le camere a gas di Mauthausen potevano con-
               tenere dalle trenta alle ottanta persone.

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