Page 224 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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i Carabinieri del 1945 - la lIberazIone




             nessuno è disponibile a partire. si deci-
             de  di ricorrere al  sorteggio.  Ciamarra
             riesce fortunatamente a  sottrarsi alla
             prima estrazione ma non alla seconda
             ripetuta  dopo  la  richiesta  di  ulteriori
             rinforzi. Ciamarra giura a sé stesso che
             in Germania  con  i  suoi  piedi  non  ci
             sarebbe  mai  andato” .  inizia  così  a
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             meditare la fuga che organizza nel giro
             di qualche giorno con  il  f glio  del
             comandante  della  stazione,  Gavino
             Pintus, anche lui carabiniere e con un
             altro sfollato. nel giorno e allora presta-
             bilita riconsegna ai suoi complici, calan-
             doli dalla f nestra, tutti gli ef etti perso-
             nali e la pistola d’ordinanza. da questo
             momento in poi si dà alla latitanza tro-
             vando ospitalità presso la cascina di una
             famiglia  di conoscenti  dove rimane
             però  soltanto qualche  settimana  sem-
                                                     nicolangelo ciamarra in divisa da carabiniere
             pre più  preoccupato  di mettere a     appena dopo il corso formativo alla Scuola allievi
             rischio la loro vita.                            carabinieri di roma
                  Presi così a vagare senza meta, per-     (Fonte: archivio famiglia Ciamarra)
             nottando di qua e di là accolto da persone condiscendenti. Quella vita errabonda,
             però, mi fiaccava fisicamente e mi sconvolgeva moralmente. capivo che in quel modo
             non sarei stato di aiuto a nessuno, né a me stesso e tantomeno alla mia Patria che, in
             quel momento, necessitava del mio impegno, del mio coraggio e di tutta l’energia
             della mia giovane età. Fui assalito da mille dubbi, da tante incertezze ma trovai la
             spinta a scegliere il mio percorso, attraverso il ricordo indelebile di quel giovane par-
             tigiano, barbaramente impiccato, ad un balcone di cavour” .
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                  ed è proprio ricordando lo sfortunato sforzini che matura la decisione di
             unirsi ai partigiani per combattere l’invasore. Contatta quindi una “staf etta” che
             però non f dandosi, con l’intento di depistarlo e metterlo alla prova, gli impone inu-
             tilmente un lungo peregrinare nelle campagne di Cavour che però Ciamarra cono-
             sce assai bene per le attività di servizio. Viene quindi condotto sul Montuoso, base


             10  Memoriale di nicolangelo Ciamarra, p. 4.
             11  ivi, p. 5.

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