Page 209 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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L’ALTRA ReSISTeNzA deI CARABINIeRI I.M.I.
pagnotta. Alla divisione di questo pane assistono scrupolosamente tutti gli interessati
e guai se le parti non sono eguali! Sono scenate e discussioni così vivaci che alle volte
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assumono carattere di lite inevitabilmente il mercato nero è sviluppatissimo; i tede-
schi, i soldati russi ed anche i nostri soldati ed alcuni ufficiali fanno affari d’oro
derubandoci di quanto ancora possiamo possedere e che cediamo per sfamarci. La
fame è brutta assai! Cacopardo, che rientrerà in italia solo nell’agosto 1945, anno-
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terà con grande cura tutti gli spostamenti subiti da un campo all’altro. dopo
deblin racconterà di essere stato traferito in carro bestiame allo stalag 367 di
tschenstochau, poi all’Of ag di nurnberg e successivamente a quello di
lichtenfelde sud berlin. da lì, sopravviverà alle cosiddette “marce della morte”
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che lo costringeranno in cinque giorni a percorrere centoventi chilometri per rag-
giungere, il 19 febbraio 1945, lo stalag ii/a di Altengrabow, dove alcuni mesi dopo
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riacquisterà la libertà . Un ruolo particolare riveste certamente il diario del mare-
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sciallo Carlo sabatini, scrivano alla legione Carabinieri Reali “lazio” di Piazza del
Popolo, per aver avuto il pregio di costituire una delle fonti principali utilizzate
dalla Professoressa Anna Maria Casavola, che nei primi anni del 2000 ha avuto lo
straordinario merito di disseppellire la vicenda relativa alle deportazioni dei
Carabinieri con il suo 7 ottobre 1943, al quale ha fatto poi seguito Carabinieri tra
resistenza e deportazioni. le stesse memorie hanno costituito poi un formidabile
contributo anche per Maurizio Piccirilli che con il suo Carabinieri Kaputt ha pro-
seguito sul percorso tracciato dalla Casavola. sabatini viene catturato anch’egli il 7
ottobre 1943. Ritornerà a Roma quasi due anni dopo, il 7 luglio 1945. Anche per
lui il viaggio nel carro bestiame sarà particolarmente duro. Racconta che allo spun-
tare del sole le porte dei vagoni vengono finalmente aperte per dare sfogo ai nostri biso-
gni lungamente contenuti perché i nostri carcerieri aderiscono a lunghi intervalli alle
nostre insistenti richieste tanto che qualcuno ha dovuto adoperare, a mo’ di vaso, o la
gavetta o qualche barattolo vuoto o addirittura le mutande, buttando via tutto alla
prima apertura delle porte .
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Arriverà allo stalag Vii/A di Moosburg, dove c’è una unica bocca d’acqua che
41 ivi, p. 41.
42 Con il termine marce della morte si intendono i trasferimenti a piedi su lunghe distanze di migliaia
di deportati verso l’interno del Reich, nei primi mesi del 1945, man mano che gli eserciti alleati avan-
zano verso il cuore della Germania. Con il passare del tempo, loro unico scopo diventa quello di
impedire la liberazione dei prigionieri per cancellare le prove dei crimini di guerra perpetrati. Coloro
che non riescono a tenere il passo vengono immediatamente eliminati con un colpo alla nuca. Cfr.
Aned, https://deportati.it/dizionario/m/marcia_della_morte/, u.c. 13 luglio 2025.
43 s. Cacopardo cit., p. 64.
44 AsACC, d2082.1, diario Storico personale del Maresciallo Maggiore Carlo Sabatini.
45 ivi, p. 50.
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