Page 212 - Rassegna 2025 numero speciale 1
P. 212

i Carabinieri del 1945 - LA LIBeRAzIONe




             cinque mesi dalla liberazione, avvenuta il 5 aprile, e di quasi quattro mesi dalla ces-
             sazione delle ostilità in europa, nulla si è ancora riuscito a sapere, malgrado le pres-
             sioni fatte dai comandi italiani dei campi, circa il nostro rimpatrio e solo in questi
             giorni si son visti finalmente sgomberare gli ammalati […] Avvilisce in modo parti-
             colare il trattamento fattoci dal governo italiano […] si osserva nei campi che se il
             Vaticano è riuscito ad inviare in Germania due missioni […] e se qualche privato ha
             trovato  modo  di  far  giungere  lettere  a  prigionieri  attraverso  le  R.Ambasciate  di
             Parigi e di Bruxelles, a maggior ragione e più agevolmente altrettanto avrebbero
             potuto fare le nostre autorità, solo che lo avessero veramente voluto […] si comprenderà
             facilmente come i più deboli siano giunti perfino a domandarsi se valeva la pena di
             sacrificarsi per resistere e mantener fede al proprio giuramento .
                                                                     53
                  Al rientro in Patria, conclusosi nel 1946, gli iMi non troveranno l’accoglienza
             e  il riconoscimento  sperato.  Alessandro  natta,  nel già  citato  libro  pubblicato
             dall’einaudi -  la  storica  casa  editrice fondata  dall’antifascista  leone Ginzburg,
             morto per le torture nel carcere di Regina Coeli nel febbraio 1944 - scriverà in pro-
             posito che molti commisero l’errore, altrettanto e forse più grave di quello costituito
             dal rischio della rettorica dei sentimenti, di tacere […] di non insistere sul significato
             e sul valore antifascista, nazionale, democratico della prigionia dei soldati italiani
             in Germania . il primo solenne riconoscimento avverrà solo il 13 settembre 1999,
                         54
             nel corso di una cerimonia nel tempio di terranegra (un rione alla periferia di
             Padova), ove venne consegnata la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria
             dell’internato ignoto. l’idea dell’erezione del tempio di terranegra, completato
             nel 1953, fu del sacerdote don Giovanni Fortin. sopravvissuto alla deportazione nel
             campo di sterminio di dachau, dove era stato internato agli inizi del 1944 perché
             aveva dato rifugio a militari inglesi, don Fortin si impegnò perché l’edif cio, già in
             costruzione  nella  sua  parrocchia,  diventasse un tempio-Ossario  con annesso
             Museo  della  deportazione.  la  motivazione  della  massima  ricompensa  al Valor
             Militare alla memoria dell’internato ignoto, recita: Militare fatto prigioniero o civi-

             53  AsACC, d104.3, Comportamento tenuto dai militari dell’Arma deportati nei campi di concentra-
               mento tedeschi, anno 1944/1945.
             54  A.  natta,  cit.,  p.124.  Consultando  il  sito  web  dell’editore (https://www.einaudi.it/  catalogo-
               libri/storia/storia-contemporanea/l’altra-resistenza-alessandro-natta-9788806143145/),  si  legge:
               “nel 1954 Alessandro natta si accinge a rievocare la vicenda della prigionia mosso da un preciso
               intento politico: ricordare, a pochi anni dalla fine del conflitto, l’oscura ma determinante “resisten-
               za” dei militari italiani internati in Germania e, allo stesso tempo, “riabilitare” un esercito uscito
               moralmente sconfitto sia dalla guerra sia dalla liberazione. Ma in quegli anni non parve “editorial-
               mente”  opportuno  pubblicare  un  libro  simile.  Un  libro  che,  come  sottolinea  enzo  Collotti
               nell’introduzione, nonostante i quattro decenni passati dalla sua stesura, “nulla ha perso in freschez-
               za, lucidità, incisività” nel raccontare la storia dei 600.000 italiani che hanno realmente resistito al
               nazifascismo, rifiutando di aderire alla Repubblica di salò e di lavorare per il terzo Reich, dopo esse-
               re stati abbandonati dai vertici politici e militari italiani”.

             210
   207   208   209   210   211   212   213   214   215   216   217