Page 214 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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i Carabinieri del 1945 - LA LIBeRAzIONe
nel 2022, con l’art. 43 del d.l. n. 36, Ulteriori misure urgenti per l’attuazione
del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), è stato istituito un Fondo per
il ristoro dei danni subiti dalle vittime di crimini di guerra e contro l’umanità per la
lesione di diritti inviolabili della persona, compiuti sul territorio italiano o comun-
que in danno di cittadini italiani dalle forze del terzo Reich nel periodo tra il 1° set-
tembre 1939 e l’8 maggio 1945, of rendo così la possibilità agli i.M.i. e ai loro eredi
di ottenere un risarcimento economico[1], mettendo f ne a una annosa querelle
giudiziaria internazionale con la Germania, sempre piuttosto recalcitrante a ricono-
scere le responsabilità naziste. Finalmente, con la legge 13 gennaio 2025, n. 6, votata
dal Parlamento italiano all’unanimità, si arriva all’Istituzione della Giornata degli
internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda Guerra
mondiale, che ricorrerà il 20 settembre di ciascun anno, in ricordo del giorno nel
quale nel 1943 Hitler modificò la condizione dei prigionieri di guerra italiani cat-
turati dopo l’armistizio dell’8 settembre in quella di internati militari. la f nalità
della legge, come recita l’art.1 della medesima, è quello di conservare la memoria dei
cittadini italiani, militari e civili, internati nei campi di concentramento, ove subi-
rono violenze fisiche e morali e furono destinati al lavoro coatto, a causa del proprio
rifiuto di collaborare con lo Stato nazionalsocialista e con la Repubblica sociale ita-
liana dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. La Giornata ha anche lo scopo di ono-
rare la memoria di tutti i militari italiani uccisi a causa del rifiuto di collaborare
con lo Stato nazionalsocialista e con la Repubblica sociale italiana, dopo l’armistizio.
Concludendo questa breve ricostruzione della drammatica storia dei Carabinieri
iMi, non si può non condividere le considerazioni espresse dalla già citata
Professoressa Casavola: di solito si pensa che gli italiani siano amorali, familisti e
come tali sono giudicati negativamente da parte dei sociologi e degli stranieri, ed
invece questo non è stato vero nei campi, dove la scelta di non optare fu una scelta non
ideologica né politica ma squisitamente etica, di sfida alla coercizione e all’imposizio-
ne tedesca. essi sentono che “l’avere famiglia” in questa prigionia è un lusso che non
possono permettersi. Questa, anziché essere un alibi per la coscienza diventa una spin-
ta per non cedere, per non comportarsi senza dignità .
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solo il 28 gennaio 2010, a Roma, sessantacinque anni dopo la f ne della
seconda Guerra Mondiale, a distanza di quasi tre generazioni, a imperitura memoria
della terribile esperienza della deportazione e della persecuzione nazifascista in danno
(Anei), nonché da un rappresentante dell’Organizzazione internazionale per le Migrazioni (OiM).
Cfr. https://www.governo.it/it/dipartimenti/dip-il-coordinamento-amministrativo/dica-com-
eximi/9275, u.c.16 gennaio 2025.
57 A. M. Casavola, 7 ottobre 1943 - La deportazione dei Carabinieri romani nei Lager nazisti, Roma,
edizioni studium, 2008, p. 63.
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