Page 205 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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L’ALTRA ReSISTeNzA deI CARABINIeRI I.M.I.




               internati militari italiani, a turno. Il sottoscritto, lo ha compiuto, dopo il turno di
               lavoro coatto in fabbrica, cinque o sei volte. Una volta, dopo averli scaricati sul prato
               antistante il forno crematorio, chiesi all’ufficiale delle SS di poter prelevare il piastri-
               no di riconoscimento che ogni militare aveva l’obbligo di portare con sé. Mi fu vietato,
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               a pena di fare la stessa fine . A causa dei maltrattamenti, della denutrizione e delle
               inumane privazioni, furono centinaia i carabinieri che non sopravvissero ai lager,
               come il carabiniere Cornelio salvi, catturato in Kossovo il 9 settembre 1943, dece-
               duto il 2 gennaio 1944 in dora campo 0448 - deportati politici - in seguito a stenti,
               fame e nervate avute dai tedeschi - reparto SS - siccome ritenuti responsabili del tra-
               dimento di Badoglio ; o il maresciallo capo nicola scarabino, anch’egli catturato il
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               7 ottobre 1943 e deceduto nel febbraio 1945 nell’infermeria di dachau a seguito dei
               continui maltrattamenti subiti poiché per l’avanzata età e per il suo menomato stato
               fisico non riusciva a portare a termine il lavoro assegnatogli per la giornata  o come
                                                                                   28
               il maresciallo capo Arturo di Palo, deceduto nel dicembre 1944 per esaurimento cau-
               sato dalla scarsa alimentazione nel campo di concentramento per internati politici
               di Hersbruck . nonostante lo stoicismo e l’abnegazione dimostrati per poter tene-
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               re fede al giuramento al re, solo a un esiguo numero di carabinieri caduti nei lager
               nazisti, ahimè, è stato riconosciuto il compimento di un vero e proprio atto di eroi-
               smo, conditio sine qua non per la concessione della ricompensa al Valor Militare.
               Fra  tutti  non  si può  non ricordare  il maresciallo  Francesco  Gallo ,  morto  in
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               dalmazia il 20 aprile 1944, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria poiché
               Catturato da militari tedeschi ed internato in un orribile campo, malgrado sottopo-
               sto a sempre crescenti atti di forza, privazioni, disagi inauditi e fame spaventosa, con-
               tinuò per sette mesi a rifiutarsi coraggiosamente di collaborare con le forze armate
               nazi-fasciste, respingendo il rimpatrio immediato ed altri vantaggi che gli sarebbero
               derivati, per non venire meno, rispondeva esplicitamente, al giuramento di fedeltà.
               Tenne sempre elevata la fiaccola dell’onore e del dovere anche nei compagni di catti-
               vità. duramente per ciò fiaccato nel corpo, mai nello spirito, fu fatto morire di fame
               e di stenti, negandogli qualunque assistenza sanitaria. Fino all’agonia incuorò i
               26  AsACC, d2644.2, 2  Guerra Mondiale Grecia.
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               27  AsACC, d52.8, 2  Guerra Mondiale. Militari dell’Arma morti, feriti o dispersi.
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               28  AsACC, d100.3, 2  Guerra Mondiale. Militari dell’Arma morti in combattimento od uccisi dai
                  nazisti in Italia e all’estero.
               29  AsACC, d100.5, 2  Guerra Mondiale. Militari dell’Arma deceduti, deportati o dispersi per mano
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                  tedesca sia in Italia che all’estero.
               30  nato a Catania nel 1905, interrotti gli studi e arruolatosi nei carabinieri nel 1925, aveva partecipato
                  alla guerra d’etiopia e, nel 1939, all’occupazione dell’Albania. l’8 settembre del 1943, Gallo si tro-
                  vava a dobrota, nei pressi di Cattaro (dalmazia). Cfr. https://www.anpi.it/biografia/francesco-
                  gallo, u.c. 16 gennaio 2025.

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