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ETICA E LEADERShIP
4.2. La costruzione dell’etica istituzionale.
L’etica professionale nell’Arma dei carabinieri è un elemento in costante ela-
borazione, ma che fonda la sua legittimazione morale su un corpus composito e sedi-
mentato nel tempo.
La prima notazione da effettuare è sulle fonti dell’etica professionale. Non esi-
ste un codice morale o di condotta specifico (e documentale) per l’Arma dei cara-
binieri, che ha sempre ritenuto in questo settore come proprio riferimento fonda-
mentale la regolamentazione della disciplina militare. Tale tipo di regolamentazio-
ne - peraltro - ha subito un profondo cambiamento a seguito dell’entrata in vigore
della legge 11 luglio 1978, n. 382. Se il Regolamento di disciplina militare del 1964
poteva ancora considerarsi anche un “codice morale” per gli appartenenti alle Forze
armate, il regolamento approvato con d.P.R. 18 luglio 1986, n. 545, è sostanzial-
mente e formalmente un documento di natura giuridica.
D’altra parte, anche la regolamentazione specifica ha contribuito alla produ-
zione di senso etico istituzionale, interpretando in modo appropriato principi
comuni all’etica militare ed enucleando specifiche esigenze legate ai compiti di poli-
zia. In questo senso i regolamenti generale e organico hanno sempre rappresentato
la sedimentazione etica dei principi fondativi dell’istituzione e della loro rielabora-
zione teorica, del loro ammodernamento temporale e del loro adattamento ai cam-
biamenti politici, sociale e istituzionali.
L’attuale Regolamento Generale per l’Arma dei Carabinieri, di cui al r.d. 24
dicembre 1911, è un documento complesso, ormai da intendere esclusivamente
quale atto amministrativo generale, che contiene norme tecniche, amministrative,
organizzative e anche etiche. La forza morale di tale regolamento sta tutta nella sua
secolare tradizione e nella natura di atto interno: un atto di autoregolamentazione.
Se questa è l’attuale, pur frammentata, base documentale, le fonti dell’etica profes-
sionale sono ancora i comportamenti e la tradizione orale, la cui importanza è fon-
data sulla forza dell’emulazione: l’esemplarità, che costituisce un dovere disciplina-
re e una risorsa organizzativa eccezionale.
Non manca - però - anche un’elaborazione dottrinale interna che, senza par-
ticolari vincoli dogmatici e un quadro di riferimento formale, si è sviluppata soprat-
tutto come intervento puntuale della leadership istituzionale. Moltissime sono le
circolari dei Comandanti Generali sui differenti aspetti etici: l’azione di controllo;
il comportamento; la cura della persona; la disciplina e la forma; la riservatezza e il
silenzioso impegno; le qualità morali; l’azione morale; il governo del personale;
l’azione di comando; l’azione disciplinare; le norme di tratto; deontologia professio-
nale; cura dell’uniforme; senso di responsabilità; contegno nelle relazioni sociali;
uso dei social network e delle applicazioni di messaggistica istantanea.
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