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L’ETICA E L’ARMA DEI CARABINIERI




                    In effetti, l’etica miliare riguarda tutti gli appartenenti alle Forze armate e ai
               corpi militari dello Stato. L’etica di polizia riguarda tutti i corpi che svolgono le rela-
               tive funzioni, siano esse preventive, di sicurezza, amministrative e investigative o
               giudiziarie.  L’etica nell’Arma dei carabinieri - quindi - così come accade per tutte
               le organizzazioni complesse, con particolare riguardo a quelle pubbliche, si pone
               come questione dai molteplici risvolti.
                    L’etica come studio teorico e pratico dei comportamenti individuali, in un
               contesto istituzionale peculiare, è condizionata dalla cultura organizzativa, dall’im-
               magine istituzionale e dalla specifica formazione dei suoi appartenenti.
                    All’interno di un’istituzione l’etica genera cultura, cioè modelli e paradigmi
               del sapere professionale e organizzativo che, a loro volta, condizionano i comporta-
               menti individuali e collettivi. L’etica come cultura organizzativa è la stratificazione
               di procedure, modelli, ordinamenti, produzione di senso, visione istituzionale che
               - nel tempo - la leadership ha costruito attorno all’idea di un’organizzazione singo-
               lare, per caratteristiche intrinseche, e speciale per i molteplici compiti affidati. La
               cultura organizzativa genera un’immagine istituzionale che deve essere valida sia la
               coesione interna sia per il riflesso sociale dell’istituzione che dall’ambiente in cui
               opera deve ricevere consenso, considerazione e fiducia.
                    L’immagine istituzionale come etica della comunicazione esterna è la proie-
               zione dei valori sedimentati nel tempo e la loro percezione nella società e nella poli-
               tica  che  hanno  reso  possibile  la  creazione  di  una  particolare  visione  pubblica
               dell’Istituzione, con il carico di prestigio sociale che questa immagine porta con sé.
                    Per la comunicazione interna è morale socializzata che si identifica in una
               costruzione immateriale fatta di simbologie, ritualità, cortesia relazionale.
                    Infine,  l’importanza  di  un’etica  istituzionale  ha  sempre  posto  il  problema
               della sua “trasmissione” ai suoi appartenenti, sia come momento educativo, fonda-
               tivo della personalità etica, sia come costante tensione morale, capaci di mantenere
               alta la capacità etica e la moralità individuale.
                    In particolare, nel settore della formazione, l’etica ha svolto due distinte fun-
               zioni: ha sviluppato una vera e propria etica della formazione come necessità di una
               costante ed efficace attività di educazione culturale (militare e civile), di istruzione
               (tecnica, professionale e specialistica) e di addestramento; si è imposta come proble-
               ma formativo, cioè come obiettivo didattico sia nella formazione iniziale, sia in
               quella permanente (la formazione etica).
                    Tutti questi diversi aspetti non sono rigidamente separati, ma si (ri)connetto-
               no costantemente in una interdipendenza teorica e pratica che lega i comportamen-
               ti all’immagine, alla costruzione della cultura e alle modalità formative e viceversa,
               in un continuo flusso di condizionamenti reciproci.

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