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Una def nizione che, sebbene più neutra, poco discosta da quella di propa-
ganda intesa come l’insieme di tecniche di comunicazione persuasiva volte ad
inf uenzare l’opinione pubblica e a modellare i comportamenti dei cittadini attra-
verso messaggi strategici o dif usione di notizie false o fuorvianti, per generare emo-
zioni forti e orientare il comportamento sociale .
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Nel 2008 i ricercatori Richard Thaler e Cass Sunstein elaborano il concetto di
nudge intendendo: ogni aspetto nell’architettura delle scelte che altera il comporta-
mento delle persone in modo prevedibile. Gli autori le def niscono: “spinte gentili”
cioè suggestioni volte a dirigere le persone verso comportamenti desiderabili “senza
proibire la scelta di altre opzioni o cambiare in maniera signif cativa i loro incentivi
economici” . In ambito informatico ad esempio, i nudges possono tradursi in
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impostazioni predef nite poste su di una piattaforma sanitaria istituzionale atte ad
incoraggiare condotte salutari.
Questi pungoli “etici” si distinguono da un’altra tecnica di design intenzionale:
lo sludge che, a dif erenza del nudge, è ideato per complicare intenzionalmente il pro-
cesso decisionale rendendo l’utente meno propenso a portare avanti le proprie scelte
o a prendere decisioni ottimali. Per meglio comprendere il concetto di sludge, basti
pensare a quanto macchinoso e complesso sia annullare la propria iscrizione ad un
qualsiasi servizio online. Entrambe le tecniche possono essere usate in maniera nega-
tiva per sfruttare o manipolare i target, oppure in modo positivo, per indurli a rif et-
tere sulle loro scelte favorendo o ostacolando un determinato percorso di pensiero.
L’architettura delle scelte, concetto centrale nella nudge theory proposta da
Thaler e Sunstein, si fonda sull’idea che le decisioni individuali possano essere
inf uenzate dall’ambiente in cui vengono prese. In particolare, questa teoria eviden-
zia come piccole modif che nell’ambiente decisionale, possano orientare i compor-
tamenti degli individui senza ricorrere alla coercizione. Sebbene tale approccio
venga solitamente applicato in ambiti positivi come il marketing etico o il design
comportamentale, può facilmente essere adattato per condurre azioni ingannevoli
o criminali, come avviene nel SE quando gli attaccanti sfruttano meccanismi psico-
logici sottili per inf uenzare le decisioni individuali e collettive, con applicazioni che
spaziano dalla salute pubblica alla politica, f no alla sicurezza informatica.
La sfera d’azione del SE talvolta si estende nel quotidiano, in politica, nei
Media, alterando il processo sociale e politico con ef etti potenzialmente destabiliz-
zanti. La dif usione di disinformazione, fake news e teorie complottiste ne è un
esempio: facendo leva su bias cognitivi, emozioni forti, reti sociali, e sfruttando
6 Bernays, 1928.
7 Thaler R.H., Sunstein C. R. Nudge, La spinta gentile cit.
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