Page 86 - Rassegna 2025-2
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                  Quest’ultimo è una forma di ragionamento che porta a stabilire nessi causali
             infondati tra eventi, basandosi su associazioni per somiglianza, contiguità o simpa-
             tia, piuttosto che su relazioni logico-causali (ad esempio utilizzando correlazioni
             spurie che apparentemente supportano la narrativa).
                  Sebbene sia tipico dell’infanzia, il pensiero magico permane anche nell’età
             adulta, assumendo particolare rilevanza in situazioni di incertezza o stress.
                  In condizioni di informazioni parziali o ambigue, il cervello umano tende a
             colmare le lacune mediante la costruzione di narrazioni coerenti basate su supposi-
             zioni, un meccanismo che facilita l’accettazione di contenuti ingannevoli. Un esem-
             pio emblematico si è manifestato durante la pandemia da Covid-19, quando la dif-
             fusione di teorie complottiste ha sfruttato l’ansia collettiva per inf uenzare credenze
             e percezioni individuali, alimentando la disinformazione e riducendo la soglia criti-
             ca nei confronti delle fonti.
                  Nei loro studi sulle decisioni e i bias cognitivi, Daniel Kahneman e Amos
             Tversky hanno introdotto il concetto secondo cui il pensiero umano opera su due
             livelli: il Sistema 1, rapido, intuitivo e automatico, e il Sistema 2, analitico e delibe-
             rato. Questa duplice modalità di funzionamento della mente umana, che oscilla tra
             logica ed emotività  evidenzia come, molte decisioni quotidiane siano guidate dal
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             Sistema 1, il quale si attiva in risposta a stimoli emozionali intensi quali paura,
             urgenza, sorpresa o rischio. Quando un individuo è esposto a questi stimoli emoti-
             vi, l’amigdala - una struttura cerebrale fondamentale per il riconoscimento e la
             gestione delle emozioni, in particolare quelle legate alla minaccia o al pericolo - atti-
             va risposte f siologiche associate alla paura o all’ansia, e limita l’attività di alcune aree
             cerebrali, rendendo più dif  cile la valutazione razionale delle informazioni. il SE
             sfrutta questa predisposizione inducendo reazioni istintive, come nelle email di phi-
             shing che comunicano problemi imminenti, inducendo la vittima ad agire impulsi-
             vamente senza rif ettere.
                  Il contrasto a tali tecniche richiede l’attivazione del Sistema 2, il pensiero cri-
             tico e deliberato, ma stress e sovraccarico informativo spesso compromettono tale
             capacità, favorendo risposte automatiche del Sistema 1. Basandosi sull’idea che la
             mente non sia conf nata al cervello, ma si estenda attraverso strumenti, tecnologie
             o ambienti che facilitano i processi mentali (Clark, 1997), la futura evoluzione del
             livello del pensiero riguarda il cosiddetto Sistema 0, un’estensione cognitiva che
             precede il pensiero intuitivo (Sistema 1) e quello analitico (Sistema 2).
                  Il concetto di Sistema 0, introdotto per descrivere l’interazione emergente tra
             esseri umani e sistemi di IA, rappresenta una forma avanzata di cognizione distribuita.

             11  Stanovich K.E., routledge Handbook of Bounded rationality. In Why humans are cognitive misers
               and what it means for the great rationality Debate, (pp. 196-206), essay, Routledge, 2021.

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