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                  In particolare, assisteremo, con ragionevole probabilità, ad una polarizzazione
             cognitiva sistemica ove, in un futuro dominato dal social engineering avanzato,
             potremmo assistere a una frammentazione sociale senza precedenti. Come suggeri-
             to da Sunstein in republic (2017), la società potrebbe cristallizzarsi in enclavi cogni-
             tive sempre più impermeabili al confronto esterno.
                  Questi «silos epistemici» non rappresenterebbero solo divisioni politiche, ma
             vere e proprie realtà parallele con sistemi valoriali e interpretativi incompatibili, ren-
             dendo il dialogo sociale progressivamente impossibile.
                  Il SE, inoltre, potrebbe evolvere verso forme sempre più sof sticate di manipo-
             lazione che creano l’illusione della scelta autonoma, ovvero una architettura del-
             l’autonomia illusoria. Gli individui agirebbero convinti della propria libertà deci-
             sionale, mentre in realtà si muoverebbero all’interno di architetture comportamen-
             tali predeterminate. Questo scenario rappresenterebbe l’estensione dell’iperstizio-
             ne, dove gli individui non sono solo vittime passive, ma partecipanti attivi nella rea-
             lizzazione di realtà progettate per loro.
                  L’evoluzione del SE potrebbe condurre rapidamente anche a una condizione
             di post-verità permanente, dove il concetto stesso di realtà oggettiva perde signif ca-
             to sociale. In questo scenario, la verità fattuale verrebbe sostituita da narrazioni
             emotivamente risonanti, trasformando la società in un mosaico di iperstizioni con-
             correnti che si autovalidano attraverso comunità di riferimento. Il valore di verità
             cederebbe completamente il passo al valore performativo.
                  Lo scenario decisamente più reale, nel prossimo futuro, vede il SE in simbiosi
             con un capitalismo dell’attenzione sempre più sof sticato, dove le tecniche di mani-
             polazione cognitiva diventeranno il principale strumento di creazione del valore
             economico, dove l’attenzione e le emozioni umane costituiranno non solo risorse
             estraibili, ma territori per la creazione di nuovi mercati comportamentali, con con-
             seguente monetizzazione di ogni aspetto dell’esperienza umana.
                  Inf ne, quale controtendenza, potremmo assistere all’emergere di movimenti
             di resistenza cognitiva - comunità che sviluppano strumenti, pratiche e tecnologie
             specif camente  progettate  per  contrastare  il  SE.  Questa  evoluzione  culturale
             potrebbe portare a nuove forme di alfabetizzazione critica e a tecnologie di autodi-
             fesa cognitiva, cambiando potenzialmente la relazione tra individui e sistemi di per-
             suasione.
                  In conclusione, il SE non si conf gura unicamente come un insieme di tecni-
             che manipolative, ma emerge come un vero e proprio fattore evolutivo di natura
             culturale, in grado di incidere profondamente sulle traiettorie future dello sviluppo
             della società umana. Essa opera al crocevia tra innovazione tecnologica, psicologia
             collettiva e dinamiche economiche, assumendo così un ruolo strutturale nella con-

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