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ApplICAzIoNe dellA SoCIAl NeTwoRk ANAlySIS A SISTeMI CRIMINAlI
dedITI A ReATI CoNTRo l’AMbIeNTe
dei documenti contabili della società Pellini, avente un ruolo centrale nella vicenda,
e di altre imprese, responsabili a vario titolo nei reati contestati. Infatti, unitamente
alle attività peritali, alle intercettazioni telefoniche, alle attività di osservazione, con-
trollo e pedinamento e alle dichiarazioni dei testimoni, dai registri contabili della
Pellini e di altre società, collegate nel tipico sistema delle frodi “carosello”, è stato
possibile evincere l’ef ettiva mole di rif uti smaltiti illecitamente dai fratelli Pellini.
Essi, infatti, rientravano sia in un’organizzazione criminale nazionale , formata da
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produttori, impianti di trattamento, intermediari e impianti di smaltimento, sia in
un’associazione criminale locale, da essi costituita con altre imprese del territorio
per coprire gli ingenti guadagni generati dalla gestione illecita di rif uti.
La rete societaria descritta era f nalizzata a frodare il f sco sui pagamenti delle
imposte dirette della società Pellini, diminuendo l’aliquota IrPEg, proporzionale
al reddito dichiarato, tramite l’incremento delle uscite verso le imprese emettitrici
di fatture per operazioni inesistenti (FoI), annotate per intero nei libri contabili
della benef ciaria. Conseguentemente all’aumento dei costi deducibili, la società
Pellini, benef ciava anche della diminuzione delle imposte sull’IVA.
In particolare, i proventi delle azioni delittuose maturati dalla società Pellini
derivavano dall’acquisizione, nei propri impianti di recupero, di rif uti speciali peri-
colosi. Essi avrebbero dovuto essere smaltiti in discariche specializzate secondo la
normativa vigente, invece erano oggetto di illecita manipolazione f sica e cartolare
negli impianti di trattamento situati in Veneto e Toscana, allo scopo di trasferirli
verso gli impianti dei fratelli Pellini. Questi, eseguite eventuali ulteriori operazioni di
manipolazione, procedevano allo smaltimento mediante spandimenti, sversamenti e
miscelazioni, pur consci delle caratteristiche di pericolosità dei rif uti trattati.
In tale contesto, appare chiaro come l’intera f liera illecita partisse dagli
3 In un’altra sentenza di Cassazione è fatto riferimento alla struttura criminale di cui facevano parte i
Pellini: “In particolare, al mangia si addebitava - in qualità di gestore di fatto della società Recyling
Italia s.r.l. e di partecipe al sodalizio con il ruolo di organizzatore - di avere intermediato ingentissime
quantità di rif uti non pericolosi e pericolosi (costituiti - questi ultimi - prevalentemente da terre e
rocce contenenti idrocarburi provenienti dalla bonif ca di siti inquinati; fanghi industriali; rif uti
liquidi pericolosi; scorie e polveri dell’abbattimento fumi provenienti dalle aziende metallurgiche,
con elevate concentrazioni di idrocarburi e metalli pesanti), tra cui quelli provenienti da Nuova Esa
s.r.l. (di marcon), Servizi Costieri s.r.l. (di marghera), Decoindustria s.r.l. (di Cascina), destinati, tra-
mite la società Recyling, agli impianti gestiti dalle società facenti capo al gruppo Pellini, e tramite
queste ultime, anche ai siti gestiti dalla società Pozzolana Flegrea, accompagnando detti rif uti con
documenti falsi, in modo da celarne le reali caratteristiche e farli apparire conformi ai siti di destina-
zione f nale. Ciò avrebbe fatto, tenendo contatti con i produttori; stabilendo il prezzo dei trasporti
illeciti; ricevendo i rif uti e attestando falsamente che avevano subito un trattamento di recupero;
alterandone, quindi, cartolarmente la natura in modo da farli apparire conformi ai provvedimenti
autorizzatori dei siti di destinazione mediante la tecnica del cd. giro bolla; organizzando il percorso
dei rif uti illecitamente trasportati; provvedendo ad individuare il tipo di certif cato di analisi che ne
avrebbe dovuto corredare il trasporto e attribuendo falsi codici CEr”. Sentenza pronunciata dalla
Suprema Corte di Cassazione, Sezione I Penale, n. 7479/2022.
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