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ApplICAzIoNe dellA SoCIAl NeTwoRk ANAlySIS A SISTeMI CRIMINAlI
dedITI A ReATI CoNTRo l’AMbIeNTe
Figura 5 Schema di rete relativo al caso-studio esaminato (Cass., Sez. I pen., n. 58023/2017; Cass.,
Sez. I pen., n. 7479/2022). In linea continua nera sono rappresentati i “legami forti” tra gli
“hub” e i nodi dei “cluster” formati; in linea rossa tratteggiata, invece, sono segnati i “legami
deboli” tra “nodo-ponte” e “hub” di “cluster” differenti.
Nel caso specif co, i “cluster” dei produttori avevano come “hub” gli impianti
di Servizi Costieri s.r.l., Nuova ESA s.r.l., Decoindustria s.r.l. Tali imprese oltre a
svolgere la funzione di raccolta di più nodi, formando comunità interne alla rete,
erano in contatto diretto con società di intermediazione, quale recycling Italia
s.r.l., caratterizzate da un “k-core” molto più basso rispetto a quello delle imprese di
trattamento e stoccaggio di rif uti.
Inoltre, proseguendo lungo la f liera, si assiste alla formazione di strutture spe-
culari a quelle appartenenti al versante della produzione di rif uti, in quanto è possi-
bile individuare ulteriori “hub”, costituiti dagli impianti in cui i rif uti possono essere
stoccati e trasformati, ossia avviati al recupero o allo smaltimento, in funzione delle
caratteristiche del rif uto. Tali società possono costituire degli “hub” se determinate
fasi del recupero o dello smaltimento sono delegate ad altri soggetti, dotati di siti
riservati a tali operazioni. Nel caso in esame, la società Pellini oltre ai propri impianti
per lo smaltimento illecito, quali gli impianti di betonaggio, compostaggio e depura-
zione di ref ui civili, si avvaleva della società Pozzolana Flegrea s.r.l. per conferire
parte dei rif uti acquisiti tramite l’intermediaria recycling Italia s.r.l.
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