Page 159 - Rassegna 2025-2
P. 159

ApplICAzIoNe dellA SoCIAl NeTwoRk ANAlySIS A SISTeMI CRIMINAlI
                                       dedITI A ReATI CoNTRo l’AMbIeNTe




                    Ne deriva, perciò, un problema di “trade-of ” tra i vantaggi connessi alle atti-
               vità illecite e i rischi assunti dalla violazione delle norme. In particolare, tale bilan-
               ciamento tra vantaggi e rischi potenziali, da cui discendono le decisioni societarie,
               acquisisce una maggiore complessità allorquando i soggetti imprenditoriali devono
               decidere se sfruttare o meno le possibilità of erte dall’entrata nell’assetto societario
               di individui riconducibili ad associazioni criminali. Il rapporto tra imprenditoria e
               organizzazioni criminali, infatti, può essere ambivalente per la duplice natura di
               estorsione e di pagamento di un servizio, sottoforma di imposta illegale, da cui deri-
               va un vantaggio altrimenti non conseguibile.
                    Altresì, notevole importanza è da attribuire anche ai comportamenti di ammi-
               nistratori, funzionari pubblici e soggetti politici, da cui dipende il corretto funzio-
               namento  della  pubblica  amministrazione  e  delle  Istituzioni,  in  quanto  da  essi
               dipende il contenimento delle inf ltrazioni delle organizzazioni criminali, la cui per-
               vasività risulta potenziata dai fenomeni di corruzione.
                    Attualmente il fenomeno ha acquisito una dimensione nazionale, non poten-
               dosi più considerare ristretto a determinate realtà del sud Italia: infatti, questo pas-
               saggio dei reati contro l’ambiente, da una scala locale-regionale ad una nazionale, è
               evidenziato dal dif ondersi del fenomeno dei roghi negli stabilimenti industriali
               dismessi del nord Italia.
                    Indagando le cause strutturali del fenomeno, è possibile identif care le mag-
               giori criticità nella consueta dilatazione spaziale e temporale della f liera legale del
               ciclo dei rif uti (disciplinata dal d.lgs. n. 152/2006). Ne discende l’incertezza sull’ef-
               fettivo percorso tra punto di produzione e punto di recupero o smaltimento, deter-
               minata dall’elevato numero di punti intermedi, come gli impianti di trattamento,
               in cui varia il soggetto detentore del rif uto, che ne diviene responsabile per il suc-
               cessivo tratto della f liera. Il rischio frequente è la mancata tracciabilità dei rif uti,
               ossia l’impossibilità di riconoscerne la provenienza e di prevederne la destinazione,
               da cui deriva il moltiplicarsi dei percorsi, spesso compresi nel parallelo ciclo illecito
               dei rif uti.
                    Una soluzione alle attuali carenze nella tracciabilità dei rif uti può essere costi-
               tuita dall’entrata in vigore del registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità
               dei rif uti (rENTrI), ossia il sistema gestito dal ministero dell’Ambiente e della
               Sicurezza Energetica (mASE) avente l’obiettivo di monitorare costantemente i f us-
               si di rif uti, mediante il controllo dei documenti digitali relativi al trasporto e al cari-
               co e scarico nei molteplici nodi della f liera. In particolare, il sistema è entrato in
               vigore il 13 febbraio 2025 e sarà pienamente operativo da febbraio 2026.
                    Inf ne, pur considerando le particolarità territoriali, le cause strutturali del feno-
               meno, avente dimensione nazionale, sono costituite dall’insuf  ciente percentuale di

                                                                                        157
   154   155   156   157   158   159   160   161   162   163   164