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Agro ECo AmbIENTE
Inf ne, la stessa società Pellini incrementava il proprio capitale sociale intes-
sendo relazioni anche con altre imprese locali, promuovendo la costituzione della
descritta associazione f nalizzata alle frodi tributarie nel sistema “carosello”.
4. Conclusioni
Dall’analisi del caso-studio (la cui genesi è attribuibile all’operazione “re
mida ultimo atto” del Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale), è stato
possibile evincere come determinati reati ambientali, connessi alla gestione illecita
di rif uti, siano conf gurabili come reati di impresa, in quanto l’attivazione di tali
sistemi criminali è spesso riconducibile a soggetti imprenditoriali. Tra questi è pos-
sibile considerare, sin dall’origine del fenomeno, i produttori di rif uti, che per mol-
teplici ragioni decidono di usufruire dei servizi di trattamento, recupero e smalti-
mento of erti da gruppi criminali, attraverso i propri impianti o siti utilizzati come
discariche abusive. Altresì, come evidenziato nel caso di specie, è possibile che più
imprenditori, in cointeressenza negli af ari connessi al ciclo dei rif uti, agiscano in
autonomia rispetto alle associazioni maf ose, costituendo organizzazioni criminali
articolate attraverso le proprie capacità f nanziarie e logistiche.
In particolare, tra i centri di produzione e i centri di smaltimento illecito si col-
locano molteplici altri soggetti, operanti: nell’intermediazione, per la congiunzione
della domanda e dell’of erta; nella logistica, per il trasporto e lo stoccaggio; nel set-
tore del trattamento, per la manipolazione e la declassif cazione soltanto cartolare
dei rif uti; nel settore delle analisi chimico-f siche dei rif uti, da cui dipende l’attri-
buzione dei codici CEr, quindi dei prof li di pericolosità da cui derivano i partico-
lari oneri di gestione previsti dalle normative vigenti.
Di conseguenza, le organizzazioni criminali non sono gli unici soggetti attivi
in tale settore, in quanto di frequente esse agiscono in cointeressenza con individui
aventi un capitale umano diverso da quello degli af liati alle associazioni maf ose.
Infatti, soggetti come imprenditori, amministratori pubblici e politici, rientranti in
sistemi organizzati connessi ai reati ambientali, sono caratterizzati da capitali umani
dif erenti. Ne derivano, perciò, dif erenze tra i capitali sociali degli individui della
rete criminale in esame, in quanto i beni relazionali intessuti da un individuo sono
strettamente connessi alla propria posizione sociale, quindi al patrimonio, e alle
qualità umane e professionali possedute.
Pertanto, anche nel settore dei rif uti sono centrali le scelte etico-gestionali
assunte dalle imprese, le quali, infatti, sono chiamate a decidere il proprio modus
operandi consapevoli che, in assenza di un pienamente ef cace potere deterrente
dell’ordinamento giuridico, è possibile ottenere un’elevata competitività sul merca-
to, a fronte di un basso rischio di incorrere in sanzioni penali.
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