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ApplICAzIoNe dellA SoCIAl NeTwoRk ANAlySIS A SISTeMI CRIMINAlI
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                Figura 2 Confronto tra curve di probabilità dei gradi (numero di connessioni possedute) in una rete
                                   casuale (verde) e in una rete ad invarianza di scala (viola)
                  (barabási Albert-László, www.networksciencebook.com, ultima consultazione 13 ottobre 2025)

                    Inoltre, anche nelle reti casuali è possibile osservare analogie con l’ef etto “pic-
               colo mondo”, tipico invece delle reti gerarchiche o ad invarianza di scala, tuttavia è   F
               meno probabile constatare fenomeni di “clustering”, ossia di aggregazione attorno
               a specif ci nodi. Infatti, nei “cluster” avviene la creazione di numerosi legami forti
               tra i nodi, ottenendosi così sottosistemi densi che possono trovare nei propri “hub”
               i possibili connettori diretti con altri “cluster”. Analogamente, l’ef etto “piccolo
               mondo” è assicurato anche dai legami deboli tra più “cluster” tramite “nodi ponte”,
               in grado di ridurre signif cativamente le distanze minime interne alla rete.
                    Perciò è decisivo identif care gli “hub” e i “nodi ponte” di una rete, in quanto
               def niscono le sue proprietà di robustezza, determinandone anche il comportamen-
               to: infatti, dal numero di tali nodi deriva l’assetto organizzativo della rete, che può
               mutuare da uno schema verticistico ad uno orizzontale, passando per assetti inter-
               medi o misti, in funzione delle strategie gestionali adottate.

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