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Il ModEllo ABC dI AlBERT EllIs




                    4. aiuta a ridurre spiacevoli conflitti con altre persone;
                    5. aiuta a provare emozioni adeguate.
                    Secondo l’Autore, basterebbero tre criteri su cinque per definire un pensiero
               come “razionale”.
                    Sebbene sia necessario cambiare il pensiero, secondo ellis questo non basta a
               ridurre l’impatto delle emozioni disfunzionali: il cambiamento deve essere attuato
               anche a livello comportamentale, in quanto la semplice comprensione non è suffi-
               ciente (di Pietro, 2015). Proprio per sottolineare questa importanza del comporta-
                                                                      3
               mento, lo psicologo introduce nel 1993 la B di “Behaviour”  all’interno dell’iniziale
               acronimo ret, per enfatizzare l’importanza di una modifica del comportamento
               ed il fatto che questa terapia non sia unicamente di stampo cognitivista.
                    Approfondiremo di seguito cosa si intenda per emozioni funzionali e disfun-
               zionali.

               4.  Emozioni funzionali e disfunzionali
                    Come precedentemente detto, dai pensieri irrazionali nascerebbero emozioni
               disfunzionali, che ci portano a vivere un forte disagio, considerato da ellis “non
               etico”, in quanto non solo fonte di infelicità per noi ma anche per coloro che vivo-
               no con noi e fanno parte della nostra vita. Questi tormenti psicologici (ellis, 1990)
               sarebbero uno spreco di tempo e denaro, in quanto ci farebbero perdere minuti
               preziosi dell’unica vita che ci è stata concessa.
                    È importante sottolineare nuovamente che l’Autore non considera le emozio-
               ni disfunzionali come tutte le emozioni che ci causano disagio, in quanto la soffe-
               renza è parte della natura umana. dunque sarebbe irrealistico il desiderio di non
               provare più  emozioni  spiacevoli:  inoltre,  come  dimostrato con  l’esempio  della
               paura, il senso di disagio vissuto, sebbene possa essere indesiderato, ha un impor-
               tante significato per chi lo prova, in quanto mira alla salvaguardia della specie.
                    ellis distingue dunque tra emozioni funzionali e sane, ed emozioni disfunzio-
               nali e nocive, basandosi sulla capacità o meno delle stesse di supportare l’individuo
               nel  raggiungimento  dell’obiettivo che ci si è prefissati;  genericamente,  secondo
               l’Autore, l’obiettivo è sempre un certo grado di piacere, concretizzato in un deside-
               rio o un’aspettativa.
                    Nel  classificare le  emozioni  tra  funzionali  e  disfunzionali,  ellis  opera  una
               distinzione qualitativa e non quantitativa. gli aspetti che vengono osservati di cia-
               scuna emozione per comprendere se sia o meno disfunzionale infatti sono quattro:
                    1. l’aspetto fenomenologico, ovvero come l’emozione ci fa sentire;


               3 Che in inglese signif ca “comportamento”.

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