Page 48 - Rassegna 2025-2 supplemento
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PSICoLogIA PoSItIvA e BeNeSSere PSICofISICo NeLLe forze ArmAte




                  È importante chiarire che anche le emozioni spiacevoli hanno un senso per
             noi: svolgono infatti una funzione adattiva per l’essere umano, in quanto ci forni-
             scono segnali per la nostra sopravvivenza; la paura ad esempio ci permette di com-
             prendere che siamo davanti a una possibile minaccia, e dunque di attivare le risorse
             per fronteggiarla.
                  Se però la paura si trasforma in terrore, si perde questa funzionalità dell’emo-
             zione, che diventa puramente disgregante e disadattiva. Per questo ellis distingue
             due tipi di emozioni: quelle utili e quelle nocive.
                  Ciò non significa che le emozioni utili siano piacevoli e quelle nocive spiace-
             voli, entrambe possono mettere a disagio l’individuo, ma ciò che le distingue è la
             loro funzione per l’essere umano. obiettivo della reBt diviene quindi il cercare di
             ridurre l’impatto delle emozioni nocive, rendendo il paziente capace di poter gestire
             le emozioni e non esserne sopraffatto.
                  La reBt riconosce come le emozioni siano dettate da una molteplicità di fat-
             tori oltre che dal pensiero: si pensi a fattori fisici come la stanchezza, oppure a fat-
             tori biologici, quali ad esempio gli sbalzi ormonali. Allo stesso tempo, il pensiero
             influenza enormemente le reazioni emotive (di Pietro, 2015), e contribuisce al
             mantenimento delle emozioni di disagio legate a un dato evento. Per questo ellis si
             focalizza sulla capacità del soggetto di modificare le proprie modalità di pensiero
             disadattive.
                  L’utilizzo di un pensiero razionale e costruttivo ci permette, secondo ellis, di
             porre un freno alla sofferenza emotiva e non rimanere in balia di emozioni nocive
             e disturbanti. Per razionale l’Autore non intende una modalità di pensiero rigida e
             precisa, né un tipo di carattere che contraddistingue una persona metodica e diffi-
             cilmente sopraffatta dalle emozioni, bensì un modo di pensare che porti benessere
             alla persona, grazie alla sua flessibilità, alla sua aderenza con la realtà oggettiva e alla
             sua solidità a livello logico.
                  Al contrario, è proprio il pensiero irrazionale a presentarsi come rigido, asso-
             lutistico, illogico e poco attinente alla realtà oggettuale; per queste sue caratteristi-
             che diviene fonte di disagio e malessere per la persona. Il pensiero irrazionale deri-
             verebbe dalla pretesa del paziente di vedere soddisfatti desideri o bisogni che in real-
             tà non possono essere appagati, o dal voler eliminare in maniera assolutistica qual-
             cosa che causa sofferenza. Lavorare sui pensieri irrazionali aiuterebbe quindi ad
             acquisire maggiore flessibilità e accettazione della realtà oggettiva.
                  maultsby (1984) fornì alcuni criteri guida per identificare un pensiero razionale:
                  1. si basa su fatti obiettivi;
                  2. aiuta a salvaguardare la propria vita e la propria salute;
                  3. aiuta a raggiungere i propri obiettivi a breve e lungo termine;

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