Page 47 - Rassegna 2025-2 supplemento
P. 47
Il ModEllo ABC dI AlBERT EllIs
Le tecniche di ristrutturazione cognitiva mirano ad aiutare le persone ad
identificare i pensieri negativi e disfunzionali che, successivamente, vengono
messi in discussione con l’aiuto di uno psicoterapeuta che aiuta a ricercare il per-
corso logico che ha fatto sì che nell’individuo determinate opinioni fossero messe
in relazione con ansie e stati d’animo negativi percepiti in determinati eventi
stressanti.
Una tecnica di ristrutturazione cognitiva molto diffusa è contenuta ad esem-
pio nel modello proposto da ellis, uno dei padri della psicologia cognitiva ed idea-
tore della RET- Rational-Emotive Therapy (terapia razionale-emotiva), ad oggi
riformulata in reBt.
La reBt, acronimo di Rational Emotive Behavior Therapy, è una forma di
psicoterapia considerata la madre di tutte le terapie cognitivo-comportamentali.
ellis si definiva “un deciso e testardo problem solver” (di Pietro, 2015),
influenzato dallo stoicismo e dal buddhismo di derivazione zen.
Appare chiaro dunque, come possa aver abbracciato da un lato il pensiero di
epitteto, il quale affermava che gli uomini non siano disturbati da ciò che gli acca-
de, bensì dal giudizio e dalle opinioni che formulano intorno alle cose, e dall’altro
dall’insegnamento buddhista, secondo cui “tutto ciò che siamo è generato dalla
mente. È la mente che traccia la strada”, ed è quindi il pensiero a poter controllare
le emozioni.
radice fondante della reBt è la convinzione che il paziente possa responsa-
bilizzarsi rispetto alla soluzione delle sue nevrosi e dei suoi disturbi emotivi e, trami-
te il supporto del terapeuta, modificare le sue convinzioni irrazionali e i suoi com-
portamenti per ritrovare la serenità e il benessere mentale.
3. Principi base della REBT
Secondo la reBt, se una persona vive una condizione di disagio emotivo,
oppure si comporta in modo disfunzionale, sta agendo sulla base di un pensiero
irrazionale, ovvero un modo di pensare che è inconsistente sul piano logico e che
non corrisponde alla realtà oggettiva (di Pietro, 2015).
È certo che tutti noi costruiamo la nostra realtà in maniera soggettiva, ed è
pressoché impossibile avere una visione oggettiva della realtà.
Il nostro modo di percepire la realtà varia infatti in base alla nostra personale
e unica prospettiva, derivante dalla nostra storia di vita, dall’ambiente in cui ci col-
lochiamo e dalla nostra genetica.
Allo stesso modo però, secondo ellis, abbiamo la possibilità di riconoscere se
nella percezione delle cose stiamo utilizzando un pensiero irrazionale che ci condi-
ziona e ci porta a vivere emozioni fortemente disturbanti.
45

