Page 21 - Rassegna 2025-2 supplemento
P. 21
PSiCOlOgia POSitiva e beneSSere PSiCOlOgiCO: Obiettivi raggiungibili
Questo circolo vizioso, alimentato da pessimismo e bassa autostima, portava
a una progressiva riduzione del benessere psicologico.
Seligman, colpito dall’impatto devastante dell’impotenza appresa, comprese
che la psicologia non poteva limitarsi a descrivere questo fenomeno, ma doveva tro-
vare soluzioni per contrastarlo. Così iniziò a studiare i fattori che potessero pro-
muovere il benessere e la felicità, convinto che, così come si apprendevano il pessi-
mismo e la rassegnazione, si potessero apprendere anche l’ottimismo, la proattività,
l’autostima e una visione positiva della vita. Questo approccio segnò una svolta
nella psicologia, ponendo le basi per la nascita della “psicologia positiva”, che da
allora si dedica a fornire strumenti per costruire una vita più appagante e resiliente.
2.2 l’apprendimento dell’ottimismo
Sperimentare eventi negativi percepiti come incontrollabili può condurci a
sviluppare una visione pessimistica della vita, alimentando pensieri catastrof ci che
si radicano nella nostra mente. idee come “gli eventi negativi dureranno per sem-
pre”, “non sono capace di trovare una soluzione” o “non sono bravo a nulla” ten-
dono a prevalere, sof ocando i pensieri positivi e inf uenzando negativamente le
nostre scelte. Quante volte abbiamo abbandonato un sogno o un progetto a causa
di un insuccesso o di un obiettivo mancato?
gli studiosi della “psicologia positiva”, osservando come il pessimismo si radi-
chi attraverso l’apprendimento, hanno iniziato a studiare i meccanismi che permet-
tono di coltivare pensieri positivi. Hanno scoperto che convinzioni ottimistiche
non solo migliorano l’umore, ma possono anche essere apprese e allenate, dando
vita a percorsi terapeutici volti a promuovere uno stile di “pensiero positivo” più
favorevole al benessere psicologico.
guardando con distacco gli eventi negativi del nostro passato, inclusi quelli
legati alla carriera professionale, possiamo imparare a reinterpretarli. Un fallimento
o una perdita non def niscono tutto il nostro percorso: sono temporanei e circo-
scritti.
tuttavia, in momenti dif cili - come la perdita di un collega in servizio o la
f ne di una relazione importante - è comune sviluppare pensieri di colpa come se
fossi stato più attento, forse avrei potuto evitarlo, avevo notato qualcosa di particolare
ma non ho fatto nulla per aiutarlo o è successo anche per colpa mia. Questi pensieri
alimentano il senso di colpa e raf orzano il pessimismo, distraendoci da ciò che
potrebbe aiutarci a stare meglio.
imparare a riconoscere gli aspetti positivi anche nelle situazioni più complesse
non signif ca banalizzare il dolore, ma piuttosto cercare ciò che può darci forza e
conforto.
19

