Page 154 - Rassegna 2025-2 supplemento
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psicoLogiA positivA e benessere psicofisico neLLe forze ArMAte




                  controllare sé stessi, anziché farsi controllare da forze esterne, è al centro del
             concetto di “agency” finora descritto.
                  La scelta del movimento da fare dipende solo da noi e dalle nostre possibilità.
             ognuno può decidere di affidarsi ad un programma di allenamento più o meno
             faticoso oppure impegnarsi nell’andare a lavoro a piedi piuttosto che in macchina.
             Qualunque sarà l’impegno e il tempo dedicato al benessere fisico sarà inevitabil-
             mente canalizzato al raggiungimento del benessere psicologico.
                  in particolare, esistono due tecniche intenzionali che non necessitano di un
             apprendimento specifico ma possono essere praticate da chiunque, purché si abbia
             a disposizione uno spazio tranquillo.
                  La prima è il cosiddetto “rilassamento muscolare” che consiste nel rilassare
             intenzionalmente la muscolatura del corpo pensando singolarmente ogni muscolo
             e lasciando andare le tensioni presenti in essi. Questa tecnica permette di abbassare
             sensibilmente i livelli di cortisolo meglio conosciuto come l’ormone dello stress.
                  La seconda tecnica è quella della cosiddetta “respirazione consapevole” e con-
             siste nell’effettuare respiri lenti e prolungati concentrandosi sulla respirazione pro-
             fonda. Questo tipo di respirazione può essere percepita poggiando una mano sullo
             stomaco, vedendolo alzare e abbassare nell’atto di respirare. tale tecnica abbasserà
             sensibilmente la frequenza cardiaca e, di conseguenza, i livelli di cortisolo.
                  il nemico numero uno della possibilità di iniziare ad agire è l’incapacità di
             muoversi quale sensazione di non potersi o non riuscire a muoversi. il circolo vizio-
             so che si instaura compromette sensibilmente la nostra capacità di agire. Meno ci
             muoviamo, meno agiamo. Meno agiamo, meno ci muoviamo. Meno movimento
             fisico facciamo, meno benessere psicologico avvertiremo. e così via.
                  Questa  sensazione di  incapacità  a  muoversi  fu  denominata  da  seligman
             “impotenza appresa”. tale termine fu coniato nel 1967 al termine di alcuni studi
             effettuati  su  alcune  specie di animali:  cani,  topi  e  scimmie.  nello  specifico,
             seligman scoprì che gli animali, quando si trovavano nell’impossibilità di muoversi
             o di fuggire, in situazioni di cattività, imparavano a rinunciare ad agire, sperimen-
             tando l’impotenza appresa (napper, rao, 2019).
                  Queste condizioni sono le stesse che caratterizzano l’uomo dinanzi a situazio-
             ni dolorose o stressanti. condizioni che lo porteranno a sentirsi intrappolato, fre-
             nato e impossibilitato a fuggire e muoversi.
                  Ma seligman ha anche spiegato che l’impotenza appresa può essere invertita
             con il movimento fisico. gli animali che venivano spinti a muoversi, infatti, riusci-
             vano a superare il momento di empasse invertendo la condizione di malessere in cui
             si trovavano a favore di una condizione di benessere.



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