Page 91 - Numero Speciale 2024
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I CARABINIERI IN SERVIZIO DI ISTITUTO NELLA TESTA DI PONTE DI ANZIO




               telo mimetico e poco altro, frutto della iniziativa dei singoli. Un episodio signi-
               ficativo merita al riguardo di essere riportato. I Carabinieri, fedeli alla loro uni-
               forme, sbarcarono ad Anzio con quella in vigore nel 1944, ovvero compresa la
               celeberrima lucerna, ricoperta da foderina per il servizio in guerra. Il Generale

                                         a
               Clark, comandante della 5 Armata, in ispezione ai primi di febbraio nella testa
               di ponte, subito notò i Carabinieri con in capo la lucerna. Immediatamente, con
               toni molto militareschi, chiese ed ottenne che i Carabinieri indossassero l’elmet-
               to per la protezione personale, come tutte le altre truppe presenti nella testa di
               sbarco. In fretta e furia furono prelevati a Napoli 150 elmetti italiani, con tanto
               di stemma in nero dell’Arma. Clark non aveva nulla contro la lucerna ma aveva
               a cuore la sicurezza e la protezione dei Carabinieri, al pari di tutte le altre truppe
               della testa di ponte. Episodio certamente di colore, ma che sottolinea come il
                                   a
               Comandante  della  5 Armata  considerasse  i  Carabinieri  allo  stesso  livello  di
               tutte le truppe al suo comando. Nel gennaio 1944 questo era un episodio signi-
               ficativo e degno di nota.
                    I compiti che il “Contingente R” svolse furono vari. Furono presenti in
               ogni tipo di operazione tra le linee avanzate e quelle arretrate, fino alla zona del
               litorale; oltre ai normali servizi di guardia e di sentinella vennero eseguiti servizi
               di ricognizione e perlustrazione a bordo di camions sulle vie principali e di
               arroccamento, vigilanza su eventuali infiltrazioni di elementi sospetti, controllo
               di casolari isolati probabili o provvisori asili di spie e di disertori, sgombero e
               smistamento verso Anzio e Nettuno di tutti gli abitanti dell’area interessata ai
               combattimenti, raccolta ed avvio dei profughi sui convogli diretti a Napoli via
               mare e relativi servizi di scorta effettuati dai due nuclei di Carabinieri lasciati in
               Anzio e Nettuno, protezione e salvaguardia di quel poco che era rimasto degli
               averi lasciati dai profughi e che era scampato alle razzie dei soliti predatori.
                    Al di là di tutto ciò la presenza dei Carabinieri nella zona dello sbarco arre-
               cava conforto e dava speranza alla popolazione civile italiana, venuta a contatto
               repentinamente con truppe straniere che stentava a riconoscere. E li seguiva
               fiduciosa quando, a malincuore, era costretta a lasciare le case e la propria terra
               per esigenze di guerra per essere avviata verso mete ignote.
                    Non fu facile tenere alla mano e coordinare l’attività di tutto il personale,
               che spesso dovette agire d’iniziativa.
                    Un momento particolarmente critico fu la settimana tra il 10 ed il 17 feb-
               braio quando, in conseguenza del terzo contrattacco tedesco, si delineò la pos-
               sibilità dell’abbandono della testa di ponte e di un conseguente problematico
               reimbarco dell’enorme numero di truppe “stipate” nell’area. Per i Carabinieri si
               profilò una sorte non certamente favorevole, ovvero la possibilità della cattura


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