Page 89 - Numero Speciale 2024
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I CARABINIERI IN SERVIZIO DI ISTITUTO NELLA TESTA DI PONTE DI ANZIO
4. I Carabinieri ad Anzio: il “Contingente R”
In questo quadro l’impiego dei Carabinieri ebbe due profili.
Nella fase concettuale di progettazione dello sbarco i Carabinieri doveva-
no servire per costituire il primo nucleo dell’Arma che avrebbe gestito la libe-
razione di Roma. Nel momento in cui il piano di sbarco non ebbe il successo
che si riprometteva, il Comando Alleato decise di impiegare i Carabinieri nella
testa di ponte in servizio di istituto, ovvero anche di Polizia Militare, in quanto
occorreva mantenere l’ordine e la disciplina tra le truppe sbarcate.
Per l’esigenza dello sbarco era stato costituito un Nucleo Autonomo di
Carabinieri con il compito generale di operare al seguito delle truppe Alleate
sbarcate ad Anzio Nettuno. Questo Nucleo ricevette il nome di “Contingente R”
ed era composto da due Ufficiali, nove sottufficiali e 137 fra appuntati e carabi-
nieri. In totale 149 carabinieri al comando di un capitano, il capitano Silvio
Pezzella, che aveva una solida esperienza di guerra avendo prestato servizio nei
Balcani dal 1941.
Tutto il personale era stato tratto dalla costituenda “Legione Roma” in via
di formazione a Napoli, al comando dell’allora colonnello Carlo Perinetti, che
godeva fama di Ufficiale preparato e professionalmente competente, stimato
anche negli ambienti alleati.
Nella relazione sulla attività del “Contingente R”, in cui emerge subito la
difficoltà in cui il reparto si dibatteva, il Capitano Pezzella scrive: “Il reparto
aveva una costituzione recente e non poteva naturalmente avere un addestra-
mento specifico per fronteggiare esigenze particolari in una zona battuta da
ogni tipo di offese messe in atto da alleati e dai tedeschi. La provenienza del
personale poi era composita. Vi erano uomini di varia provenienza regionale e
legionale, dai precedenti ed esperienze più disparate, richiamati, di complemen-
to e di carriera, di età giovanile e non, sia con famiglia che celibi, ognuno con il
suo carico di problemi personali e familiari. In particolare i meridionali, che
erano in maggioranza, erano preoccupati di lasciare i loro cari ed i loro paesi
che per la gran parte erano semidistrutti dagli eventi della guerra, sotto il con-
trollo delle truppe di occupazione di vario colore e, certamente, non irrepren-
sibile. Quelli con le famiglie del nord erano assillati dal pensiero della sorte a
loro toccata, nei territori dove i tedeschi spadroneggiavano in modo tirannico”.
Secondo il Capitano Pezzella, nonostante le difficoltà elencate, l’amalgama
degli uomini del “Contingente R”, facendo leva sulla tradizionale preparazione
dei Carabinieri, sulla loro integrità morale e psicologica, sul loro senso del dove-
re e del servizio, al momento dell’impiego fu soddisfacente se non buona, date
le eccezionali circostanze in cui furono chiamati ad operare.
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