Page 86 - Numero Speciale 2024
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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



                  Questo stato di cose gettava sinistre ombre sulla organizzazione, a guerra
             finita, della nazione nei più svariati campi, compreso quello importantissimo
             della unità nazionale.
                  L’impiego dei Carabinieri nella testa di ponte di Anzio (gennaio-maggio 1944),
             anche se episodio limitato nel suo profilo strettamente operativo, fu il primo
             segnale che gli Alleati, anche di fronte alle loro difficoltà nella condotta della
             guerra in Italia, stavano cambiando atteggiamento.
                  Dopo di ciò, infatti, nella primavera del 1944 si costituirono le unità del
             Corpo  Italiano  di  Liberazione  (CIL)  e  nell’estate  del  1944,  i  Gruppi  di
             Combattimento, così denominati ma in realtà unità a livello divisionale.
                                 1
                  Con questa nota si vuole dare conto di questo impiego dell’Arma nella testa
             di ponte di Anzio, a sottolineare come i Carabinieri, anche nelle brume dei rap-
             porti politico-militari con gli Alleati del 1943-44, furono chiamati a dare prova
             della serietà e della abnegazione di noi italiani, prova che fu felicemente superata,
             permettendo i felici sviluppi degli anni 1944 e 1945, a cui si accennava sopra.

             2.  L’andamento della campagna d’Italia e l’esigenza di Anzio
                  L’andamento della guerra in Italia dopo le facili avanzate seguite all’armi-
             stizio dell’Italia del settembre 1943, non era per nulla favorevole agli Alleati.
                  I tedeschi avevano accettato l’idea del Maresciallo Kesserling di porre in
             essere una serie di linee di resistenza, ancorate al terreno, che era estremamente
             favorevole a questo tipo di difesa, al fine di tenere il nemico il più lontano pos-
             sibile dai confini meridionali della Germania. L’Italia, ancora una volta nella sua
             storia, si trasformò ben presto in un campo di battaglia.
                  Kesserling, nominato comandante del Gruppo di Armate B, dispose che la
               a
             14 Armata svolgesse compiti di presidio, riserva, mantenimento delle linee di
                                                                           a
             comunicazione ed alimentazione logistica del Nord Italia e la 10 Armata con-
             trastasse reattivamente gli Alleati nel centro-sud, attuando quella manovra in riti-
             rata che nella sostanza era in atto dall’uscita dalla guerra dell’Italia nel settembre
             1943.


             1    Il 22 Gennaio 1996, in occasione del 52° anniversario dello sbarco, la Associazione Nazionale
                  Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento e dalla Guerra di Liberazione ha organizzato ad Anzio,
                  in collaborazione con il Comune e con il Museo dello Sbarco, una Giornata di Studio dal tema:
                  “I Prigionieri cooperatori e lo sbarco di Anzio”, giornata presieduta dal Sen. Gen. Umberto
                  Capuzzo. Durante tale giornata di studio gli autori hanno presentato le seguenti due relazioni,
                  rispettiva-  mente  dal  titolo  “I  Carabinieri  in  servizio  di  P.M.  ad  Anzio”  ed  “I  Prigionieri
                  Cooperatori in Italia in mano agli Stati Uniti”. Il materiale per questa nota e stato tratto dai con-
                  tributi suddetti. Coloro che abbiano interesse ad avere ulteriori informazioni possono prendere
                  contatto con la Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento e dalla Guerra
                  di Liberazione, Presidenza Nazionale, Via Statilia 7, 00185 Roma.

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