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ASSOCIAZIONE E CARABINIERI IN CONGEDO NELLA ROMA OCCUPATA
Si coniugò con Corinna Salvadori il 25 settembre 1899, con l’autorizzazione sovrana concessa
l’11 precedente. Dal matrimonio nacquero 3 figli: Virginia (29 agosto 1900), Aldo (1° gennaio
1902) e Ermanno (14 febbraio 1904).
Cavaliere dell’ordine della Corona d’Italia con r.d. 29 dicembre 1912 su proposta del ministro
dell’Interno. Encomiato dal Comando del Corpo d’Armata di Firenze perché “in occasione
di conflitto diede mirabile esempio di calma, coraggio e sangue freddo ed alla sua azione
direttiva devesi se il conflitto non trascese a più gravi conseguenze” (18 giugno 1914). Croce
d’oro per anzianità di servizio in data 20 marzo 1915 a cui appose la corona reale (con r.d. 31
a
agosto 1927), croce di 3 classe dell’ordine di San Stanislao pel servizio prestato durante il
viaggio di S.M. lo Csar delle Russie. Cavaliere dell’ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro su pro-
posta del ministro dell’Interno r.d. 16 gennaio 1921. Medaglia commemorativa nazionale
della guerra 1915-1918, con 3 fascette (1916-1917-1918). Medaglia interalleata della Vittoria.
Medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia. Croce al merito di guerra (det. min. 29 giugno 1919).
Encomiato una seconda volta “per essersi distinto durante i servizi d’ordine pubblico prestati
a Mantova in occasione dello sciopero generale del 20 e 21 luglio 1919” (foglio del Comando
del Presidio di Mantova n. 1661 del 2 agosto 1919). Decorato di Medaglia di Bronzo al Valor
Militare con r.d. 8 settembre 1921 per la seguente motivazione: “In occasione di gravi tumulti
popolari risolutamente affrontò con pochi dipendenti un nucleo di rivoltosi, uno dei quali
armato di fucile, che inseguì disarmandolo e traendolo in arresto. Fatto segno da altri rivoltosi
a vari colpi d’arma da fuoco seppe con calma ed energia ben fronteggiarli e ristabilire l’ordine
pubblico facendo razionale uso delle armi”. Mantova, 3 dicembre 1919.
Ricevette un encomio solenne dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri Reali (lettera
54/3 del 28 giugno 1930) perché: “durante la permanenza a Grosseto, Livorno e Lucca di
S.E. il capo del Governo, contribuì, con illuminate direttive alla diligente e perfetta esecuzione
dei numerosi e spesso gravosi servizi che assicurarono il perfetto mantenimento dell’ordine
pubblico, dal 10 al 16 maggio 1930”.
Ufficiale dell’ordine della Corona d’Italia (r.d. 18 aprile 1926). Commendatore dell’ordine
della Corona d’Italia, su proposta del capo del Governo e ministro dell’Interno (r.d. 18 aprile
1931). Ufficiale dell’ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro su proposta del ministero dell’Interno
(r.d. 12 gennaio 1933). Concessa la medaglia militare d’oro al merito di lungo comando di
reparto (d.m. 27 giugno 1936). Commendatore dell’ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro con-
cesso da altre amministrazioni (r.d. 8 giugno 1938).
Nel novembre 1921 è riportato che conosce la lingua francese e che la “traduce con l’aiuto
del vocabolario”. Giudizio confermato nel 1927.
Subì un incidente stradale il 25 luglio 1921 a Firenze “mentre montato nella motocarrozzetta
recavasi alla Caserma Poggio Imperiale, per violenta caduta al suolo causata dall’urto della
macchina contro un autocarro proveniente dalla parte opposta” (Det. del Consiglio
d’Amministrazione, Firenze 12 agosto 1921).
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