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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA
Da un lato la gran parte della storiografia ha trascurato, colpevolmente o
dolosamente, la questione, ritenendola assolutamente incomparabile, anche nel-
l’approfondimento, al ben più importante e cospicuo movimento resistenziale
antifascista, dall’altro chi ha provato ad avventurarsi nella questione lo ha fatto
in un’ottica di memorialistica fascista che, come tale, è sempre stata negletta sia
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in termini editoriali che di interesse storiografico .
Anche le importanti ed in parte recenti eccezioni si sono sempre fossiliz-
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zate sull’aspetto squisitamente politico della Resistenza fascista con un occhio
di riguardo alla transizione dal fascismo tradizionale a quello repubblicano sino
alla creazione dei movimenti politici di destra della Prima Repubblica. Minore,
se non particolarmente scarsa, è invece stata l’attenzione prestata alle attività
compiute da tali gruppi e, ancora meno, alle operazioni di polizia di contrasto .
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In realtà l’attenzione delle Forze di Polizia italiane, ma anche dei servizi di
intelligence alleati è sempre stata particolarmente alta riuscendo, in Calabria, Sicilia e
Sardegna, a contrastare efficacemente e precocemente lo svilupparsi di movimenti
e gruppi di tendenza filo - fascista. Anche a Roma, ove si appunterà l’attenzione di
questo articolo, l’opera dei Carabinieri Reali, in operativa sinergia con il Servizio
Informazioni Militari (S.I.M.) e diverse agenzie di intelligence alleate, portò ad una
rapida attivazione nei confronti del gruppo di resistenza che, forse al pari di quello
calabrese, più riveste interesse storiografico: il gruppo Onore.
2. La Resistenza fascista a Roma dall’arrivo degli americani alla fine del 1944
Sin dalla sua nascita, il Partito Fascista Repubblicano (PFR) diretto da
Alessandro Pavolini aveva iniziato a sviluppare piani relativi alla creazione di
unità, o meglio cellule, da lasciare nei territori che via via venivano occupati
dagli Alleati. Una forma di fascismo clandestino controllata o comunque legata
al governo di Salò, a differenza di altre forme di clandestinità che, in modo tutto
2 Tra tutte si vuole ricordare E. Amicucci, I 600 giorni di Mussolini. Dal Gran Sasso a Dongo, Roma,
Faro, 1948 scritta dal fratello di uno dei membri del Gruppo “Onore” oggetto di questo studio.
3 G. Conti, La RSI e l’attività del fascismo clandestino nell’Italia liberata dal settembre 1943 all’aprile
1945, in Storia Contemporanea, ottobre 1979, anno X, nn. 4 - 5 pp. 941 - 1018, G. Artieri,
Mussolini e l’avventura repubblicana, Milano, Mondadori, 1981, pp. 240 e ss.; R. Ciuni, L’Italia di
Badoglio, Milano, Rizzoli, 1993, pp. 180 e ss. Più recentemente l’opera, ad oggi insuperata di
G. Parlato, op.cit. e il recentissimo libro, frutto dell’elaborazione della tesi di Dottorato (vin-
citrice del Premio Spadolini Nuova Antologia), di Nicola Tonietto, La genesi del neofascismo in
Italia. Dal periodo clandestino alle manifestazioni per Trieste italiana (1943 - 1953), Firenze, Le
Monnier, 2019. Dello stesso autore anche un articolo, di fatto preparatorio al lavoro dotto-
rale, N. Tonietto, Le reti di spionaggio e sabotaggio nazifasciste nell’Italia occupata dagli Alleati (1943-
1945) in Diacronie [Online], n. 28, 4, 2016.
4 Sia qui permesso il rinvio a F. Angeletti, I Carabinieri Reali in Calabria nel 1943. Tra esigenze bel-
liche e controllo del territorio, in Rassegna dell’Arma dei Carabinieri, Numero Speciale 2023, Roma
2023 - pp. 69 - 83.
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