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ROMA 1944. I CARABINIERI REALI CONTRO LE FORMAZIONI CLANDESTINE FASCISTE




                    La propaganda delle cellule romane, tra le proteste della stampa comuni-
               sta  si concentrava quindi perlopiù sulla condizione economica, con distribu-
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               zioni di volantini, scritte sui muri perlopiù ad essa dedicati, con alcuni soliloqui
               dedicati ad eventi e personaggi del passato regime (così nell’agosto - settembre
               1944 furono diffusi in alcuni quartieri della capitale dei volantini inneggianti ad
               Ettore Muti, nel primo anniversario della sua morte) .
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                    Il temporaneo esaurirsi dell’offensiva alleata, la stabilizzazione del fronte
               italiano, e la contemporanea offensiva delle Ardenne sembrarono dare ulteriore
               linfa a questi atti di propaganda. Così il 21 dicembre, in due cinema della capi-
               tale, vennero lanciati dei manifestini inneggianti al regime fascista e al proclama
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               del Feldmaresciallo Von Rundstedt, Comandante del fronte occidentale .
                    La  propaganda  fascista,  ormai  presente  anche  in  altre  regioni  italiane,
               cominciò ad assurgere a problema di ordine e sicurezza pubblica. Il Comando
               Generale dell’Arma, alla fine dell’anno, invitò tutti i comandi a reprimere con
               decisione ogni similare attività che si stava sviluppando “specie nel mezzogior-
               no” .
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                    Fu in questo humus che si andò sviluppando quello che, a tutti gli effetti,
               fu  il  principale  movimento  di  resistenza  fascista  della  capitale,  il  gruppo
               “Onore”.

               3.  La resistenza fascista a Roma: il gruppo Onore
                    La ricostruzione delle attività, della struttura, e del successivo contrasto al
               gruppo Onore si deve all’interpolazione di quattro fonti archivistiche diverse.
               In  prima  battuta  gli  atti  conservati  presso  l’Archivio  Centrale  dello  Stato  -
               Ministero  dell’Interno,  nel  fondo  dedicato  alla  Direzione  Generale  della
               Pubblica Sicurezza (DGPS), ove hanno trovato spazio le diverse relazioni uffi-
               ciali  che  i  Comandi  dell’Arma  avevano  inviato  per  ricostruire  la  vicenda.
               Sempre  presso  l’Archivio  di  Stato  sono  poi  presenti  le  carte
               dell’Amministrazione  militare  alleata  in  copia  microfilmata.  Ancorché  si  sia
               lavorato su questa copia, i riferimenti saranno sempre quelli dei fondi originali
               conservati presso i National Archives and Records Administration (NARA).
               18   L’Unità, 23 giugno 1944, “Complici del nemico” e 27 agosto 1944 “Pronta risposta a provo-
                    cazioni fasciste”. A questa “Quinta colonna”, secondo la dizione che si andava sviluppando
                    in  quelle  settimane,  veniva  attribuita  anche  l’aggressione  ad  un  membro  del  Partito
                    Comunista nel quartiere Salario.
               19   Idem, p. 99.
               20   ACS, PCM, cat. 1.6.4 f. 11765, Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, 25 dicembre
                    1944.
               21   Così  riportato  dall’Unità,  12  gennaio  1945  “Disposizioni  ai  Carabinieri  per  stroncare  le
                    manovre dei fascisti”.

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