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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



             3.  Le altre donne della “Banda Caruso”
                  Furono simili le vicende che videro protagoniste anche le altre sei donne
             presenti nella “Banda Caruso” in quei terribili mesi di ottant’anni fa.

             3.1 Ernestina Sgadari in Bersanetti
                  Nata a Roma nel 1900, seguì gli spostamenti del marito tenente colonnello
             Bruto Bixio Bersanetti, che all’armistizio era comandante del Gruppo Carabinieri
             Reali di Venezia e primo organizzatore del centro clandestino di resistenza nella città
             lagunare. Attivamente ricercato dai nazisti quale disertore, l’ufficiale fu costretto a
             lasciare il Veneto. Ernestina, già corriere di informazioni riservate tra il Veneto e la
             natia Roma, raggiunse definitivamente Roma il 7 febbraio 1944, fornendo poi inces-
             sante e fattiva assistenza ai militari della Banda Caruso, nel cui ambito il marito era
             diventato il comandante del Raggruppamento Mobile. Caruso propose per lei la
             concessione della Medaglia di Bronzo al Valor Militare (che non risulta però essere
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             stata assegnata ), con la seguente motivazione: Durante l’occupazione nazi-fascista, in
             Venezia ed in provincia, prima, in Roma, poi, con animo virile, fredda risoluzione appassionato
             fervore e incrollabile fede nei destini della Patria, collaborava con il marito, Capo ed organizzatore

                  Subito dopo l’armistizio, spinta da elevati sentimenti di attaccamento alla causa della libertà, si prodigava
                  coraggiosamente e valorosamente per costituire e potenziare le cellule di resistenza sorte per la liberazione della
                  Patria oppressa. Individuata e tratta in arresto, subiva con adamantina fierezza i maltrattamenti del nemico
                  che non riusciva a piegarne la volontà. Dimessa dal carcere, sebbene affranta per la fucilazione del marito,
                  gloriosa vittima delle Fosse Ardeatine, continuava imperterrita la sua meritoria attività che oltre il dolore era
                  unicamente spinta dalla grande e suprema dedizione alla Patria. Roma 7 ottobre 1943 - 4 giugno 1944
                                                                               a
                  (http://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org / Gazzetta Ufficiale - dispensa 23  - anno 1956
                  - Ricompense); a Marcella Duce vedova Rodriguez Pereira fu concessa la Medaglia di Bronzo
                  al Valor Militare con la seguente motivazione: Subito dopo l’armistizio, spinta da elevati sentimenti
                  di attaccamento alla causa della libertà si prodigava coraggiosamente e valorosamente per costituire e poten-
                  ziare le cellule di resistenza sorte per la liberazione della Patria oppressa. Individuata e tratta in arresto
                  subiva con adamantina fierezza i maltrattamenti del nemico che non riusciva a piegarne la volontà. Dimessa
                  dal carcere, sebbene affranta per la fucilazione del marito, gloriosa vittima delle Fosse Ardeatine, continuava
                  imperterrita la sua meritoria attività che oltre il dovere era unicamente spinta dalla grande e suprema dedi-
                  zione alla Patria. Roma 7 ottobre 1943 - 4 giugno 1944 (http://decoratialvalormilitare.istitutonastroaz-
                                                a
                  zurro.org / Gazzetta Ufficiale - dispensa 8  - anno 1955 - Ricompense). Infine, a Castellina (detta
                  Lina) Castellani vedova Frignani fu concessa la Croce al Valor Militare con la seguente moti-
                  vazione: Subito dopo l’armistizio, spinta da elevati sentimenti di attaccamento alla causa della libertà, si
                  prodigava coraggiosamente e valorosamente per costituire e potenziare le cellule di resistenza sorte per la libe-
                  razione della patria oppressa. Dopo l’arresto del marito, rintracciato ed identificato dalla polizia nemica,
                  costretta ad assistere alle sevizie inflittegli, dando prova di ammirevole forza d’animo, manteneva l’assoluto
                  riserbo sullo schieramento dell’organizzazione clandestina. Rimessa in libertà per mancanza di prove, sebbene
                  affranta per la fucilazione del consorte: gloriosa vittima delle Fosse Ardeatine, continuava imperterrita la sua
                  meritoria attività che, oltre il dolore, era unicamente spinta dalla grande suprema dedizione alla Patria.
                  Roma  7  ottobre  1943  -  4  giugno  1944  (http://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org  /
                  Gazzetta Ufficiale - dispensa 34  - anno 1951 - Ricompense).
                                        a
             4    Non  è  stato  trovato  riscontro  di  una  concessione  al  valor  militare  nelle  dispense  della
                  Gazzetta  Ufficiale  dedicate  alle  ricompense,  né  nel  database  dell’“Istituto  del  Nastro
                  Azzurro”  (http://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org);  la  proposta  è  presente
                  presso l’archivio della “Direzione dei beni storici e documentali dell’Arma” (fondo Caruso).

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