Page 56 - Numero Speciale 2024
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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA
2. Marcella Duce, vedova Rodriguez Pereira;
3. Castellina (detta Lina) Castellani, vedova Frignani;
4. Vida Maria Rijavec’ in Caruso;
5. Ernestina Sgadari in Bersanetti;
6. Maria Ponzini in Cao Pinna;
7. Valeria Massucci in Blundo;
8. Carla Cultrera di Montesano;
9. Agatina Mazzarino.
2. Le tre mogli dei Martiri delle Fosse Ardeatine
Tre di queste donne sono le vedove di ufficiali dell’Arma, fucilati alle Fosse
Ardeatine il 24 marzo 1944. A loro va prioritariamente il nostro ricordo, consi-
derato che non solo rimasero vicine ai loro mariti fino alla fine, ma ebbero un
ruolo attivo nella guerra di liberazione, tanto da essere anche loro decorate al
valor militare.
Nell’ottantesimo anniversario dai fatti, intendo ricordare, per prime, due
giovani mogli che, all’epoca, erano poco più che ventenni. Rina Innocenti, con-
sorte del tenente Genserico Fontana, era nata a Roma il 31 dicembre 1920,
mentre Marcella Duce, moglie del tenente Romeo Rodriguez Pereira, anche lei
di Roma, era più giovane di oltre due anni, essendo nata il 12 luglio 1923. Erano
davvero due ragazzine, che un tragico destino portò ad affrontare sfide non
comuni, neanche in quegli anni di guerra.
Come consueto all’epoca, si erano sposate a meno di vent’anni. I mariti,
due tenenti, prestavano servizio a Roma da pochi mesi. Erano già stati impiegati
in guerra: Fontana sul fronte greco, mentre Rodriguez Pereira in Africa
Settentrionale, dove aveva già dimostrato il suo valore, tanto da essere decorato
in vita con la Medaglia di Bronzo al Valor Militare.
Nella Capitale, però, la vita di quei giovani ufficiali non sarebbe stata
migliore.
Per i Carabinieri, la tragedia iniziò all’alba del 7 ottobre 1943, quando tutti
i militari dell’Arma in servizio a Roma furono disarmati e trattenuti in caserma,
per poi essere deportati verso il nord.
Furono vicende che, nella loro tragicità, interessarono migliaia di uomini.
Passiamo, però, ora, ad un ricordo più particolare, che riguarda le nostre
protagoniste con i loro mariti.
Quel 7 ottobre, il tenente Genserico Fontana riuscì miracolosamente a
salvarsi dalla deportazione, saltando da una finestra della caserma dove si
trovava. Il tenente Romeo Rodriguez Pereira, invece, fu arrestato e portato
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