Page 59 - Numero Speciale 2024
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DONNE DELLA BANDA CARUSO
Parallelamente in quelle settimane, esattamente il 23 gennaio 1944, su pro-
babile delazione, le SS avevano arrestato anche il tenente colonnello Giovanni
Frignani, portandolo in via Tasso. Lo stesso giorno fu presa anche la moglie
Castellani Castellina, detta Lina, costretta ad assistere alle sevizie fatte al marito.
Lei stessa descrisse poi quei tragici momenti: Lo trovai appoggiato al muro, col viso
sanguinante per i pugni e le frustate ricevute; 8 o 10 uomini erano attorno a lui e ognuno sfo-
gava su di lui il suo istinto bestiale […] se mi fosse toccata la sua stessa sorte, mi sarei com-
portata come lui: morire, ma tacere! I coniugi Frignani furono più volte messi a con-
fronto, allo scopo di estorcere informazioni sull’organizzazione clandestina dei
carabinieri. Non dissero una parola, dando prova di straordinaria fermezza e di
amor di patria.
Come tristemente noto, il 23 marzo 1944, a Roma, in via Rasella, un atten-
tato provocò la morte di trentatré soldati del Polizeiregiment “Bozen”. Come rap-
presaglia, i tedeschi decisero di fucilare dieci italiani per ogni tedesco morto.
Della ritorsione fu incaricato direttamente il colonnello delle SS Kappler, già
protagonista della deportazione dei Carabinieri nell’ottobre precedente. Ebbe
inizio l’allucinante vicenda della preparazione della lista dei “candidati a morte”,
i Todeskandidaten. Sarebbero stati 335 italiani: 285 nominativi presenti in una lista
di Kappler (tra questi vi erano Frignani, Fontana e Rodriguez Pereira con altri
nove carabinieri, ritenuti estremamente pericolosi) e cinquanta in una fornita da
Pietro Caruso, questore di Roma, condannato a morte con fucilazione alla
schiena dopo la liberazione alleata.
Quel tragico 24 marzo, le due giovani spose subirono lo strazio di veder
passare i loro mariti davanti alle celle, mentre venivano condotti alle Fosse
Ardeatine. Non fu loro permesso neanche di abbracciarli per l’ultima volta.
Lina Frignani era stata, invece, messa in libertà qualche giorno prima, come poi
avvenne, il 4 aprile 1944, anche per le due ventenni. Le tre donne, sebbene
affrante dal dolore, continuarono ad interessarsi della sorte dei militari già
dipendenti dai mariti. Proseguirono la loro opera di assistenza, sorrette dal-
l’esempio dei consorti, morti per la nostra libertà.
Domenica 4 giugno 1944, la 5 armata statunitense entrò trionfalmente a
a
Roma, liberata dai nazisti in fuga. Assieme agli americani giunse anche il “con-
tingente R” dei Carabinieri, che si fuse poi con i colleghi della “Banda Caruso”,
così ripristinando l’organizzazione territoriale nella Capitale .
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Dopo la guerra, alle tre mogli furono concesse onorificenze al Valor mili-
tare, proprio su proposta del generale Caruso .
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2 Sul “contingente R”, si veda il contributo presente in questo numero speciale.
3 Per Rina Innocenti vedova Fontana la motivazione della Medaglia di Bronzo era la seguente:
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