Page 62 - Numero Speciale 2024
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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



             soccorso, dove trovarono cibo, vestiario e aiuto i militari sbandati già apparte-
             nenti alla Stazione di via Palestro e di altri reparti. Questa pericolosa attività fu
             presto nota ai nazisti, che il 27 ottobre fecero irruzione nell’alloggio per arre-
             stare il marito e sequestrare i fondi del governo Badoglio che il capitano era
             accusato di custodire. Non trovarono l’ufficiale, ma solo la moglie incinta e
             con una bambina molto piccola. Perquisendo l’appartamento, rinvennero sette
             pistole e una mitragliatrice russa. Nascosti nell’autorimessa, trovarono due gio-
             vani  carabinieri,  che  furono  arrestati.  Per  poter  catturare  Blundo,  i  nazisti,
             dopo aver minacciato invano la moglie, decisero di rimanere nascosti nell’al-
             loggio.  La  mattina  del  28  ottobre  bussarono  alla  porta,  ignari,  i  brigadieri
             Azzigana  e  Calabrò,  per  ricevere  assistenza  dalla  signora.  Fu  loro  aperta  la
             porta, ma poi furono bastonati dai nazisti, che volevano sapere dove si trovas-
             se il loro comandante. Furono così arrestati dieci carabinieri, che si presenta-
             vano per avere aiuto. I tedeschi rimasero nell’alloggio fino alla mezzanotte del
             29 ottobre, quando intuirono che il capitano non sarebbe più tornato a casa.
             Presero tutti i suoi oggetti e gli abiti, comprese le uniformi, intimando alla
             moglie Valeria di presentarsi al mattino in via Tasso, sede della nota prigione.
             La donna, che abortì in questi terribili giorni, capì che doveva invece lasciare
             subito la sua casa, per poter salvarsi insieme alla sua bambina. Si rifugiò prima
             in un convento e poi presso amici e parenti, continuando in clandestinità la sua
             opera in favore del Fronte. La notte del 1° giugno 1944, quando ormai gli
             alleati erano alle porte di Roma, Valeria ricevette la richiesta di stampare due-
             mila tesserini di riconoscimento. Incurante del pericolo, si recò nella tipografia
             del padre, in via Capo d’Africa 54, dove insieme al genitore, durante la notte,
             stampò le tessere a tre colori occorrenti, che consegnò al mattino del 2 giugno.
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             Nel 1952 , Valeria Masucci Blundo fu decorata con la Medaglia di Bronzo al
             Valor Militare, per la seguente motivazione: Ardente patriota, dava vita i primi
             gruppi armati di resistenza e costituiva una cellula clandestina per la lotta contro il secolare
             nemico. Per nove lunghi mesi faceva rifulgere le sue doti di carattere, fierezza e sprezzo della
             vita, prodigandosi efficacemente per il potenziamento della resistenza, cui partecipava instan-
             cabilmente. Sorpresa dalla polizia nazifascista, subiva, imperterrita, interrogatori estenuan-
             ti, minacce e maltrattamenti che le causavano un aborto. Sfuggita abilmente al disumano
             oppressore ed appena guarita, riprendeva immediatamente il suo posto di combattimento,
             portando a termine la preziosa attività partigiana, con grande coraggio e valore. Fulgido,
             nobile esempio di virtù femminili ed assoluta dedizione alla Patria. Roma 7 ottobre 1943
             - 4 giugno 1944.

             6    http://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org / Gazzetta Ufficiale - dispensa 5  -
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                  anno 1952 - Ricompense.
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