Page 57 - Numero Speciale 2024
P. 57

DONNE DELLA BANDA CARUSO




               alla stazione ferroviaria Ostiense. Come per oltre duemila militari dell’Arma,
               la destinazione era un campo di detenzione in Germania. Durante una fer-
               mata del convoglio nei pressi di Pordenone, il giovane Romeo riuscì a saltar
               giù dal treno, nascondendosi poi nella vegetazione circostante. Intraprese un
               viaggio a piedi verso sud, impiegando diversi giorni. L’ufficiale, napoletano
               di nascita e di formazione, poteva rientrare nella città natale, ormai liberata,
               come fecero tanti. Preferì, invece, tornare a Roma, sede di servizio, anche
               perché lì c’era la sua Marcella. Nella Capitale, Rodriguez Pereira seguì l’esem-
               pio del suo comandante di Gruppo, il tenente colonnello Frignani, e di altri
               giovani colleghi, come Fontana, che radunarono i loro militari verso nuovi
               obiettivi.
                    In breve, si formò il Fronte Clandestino di Resistenza dei Carabinieri,
               guidato dal citato generale Caruso, da poco in congedo. Anche alcune donne,
               come visto, seguirono quei militari; tra quelle poche, le mogli Lina, Rina e
               Marcella si prestarono a tenere i collegamenti tra i mariti e i sottufficiali a loro più fede-
               li, che svolgevano già attiva opera di assistenza e di propaganda. Le loro case divennero
               centri di riunione dei militari, i quali vi trovavano ospitalità, cure e aiuti in viveri, denaro
               e indumenti. Nell’opera di assistenza le Signore furono particolarmente attive, pro-
               digando tutte se stesse per seguire fedelmente le direttive dei mariti, spesso con notevole
               rischio personale .
                             1
                    Nel pomeriggio di venerdì 10 dicembre 1943, i due tenenti, insieme al bri-
               gadiere Candido Manca, si recarono in via della Mercede 42, presso l’ufficio di
               Realino Carbone, un sostenitore dei combattenti per la nostra libertà. Qui avreb-
               bero dovuto ritirare delle somme di danaro da elargire ai colleghi più bisognosi.
               Furono, invece, tutti arrestati dalle SS, giunte sul posto forse a seguito di una
               delazione.
                    I due ufficiali furono portati prima nel noto carcere di via Tasso e poi in
               quello di Regina Coeli, dove i nazisti avevano occupato il terzo e il sesto braccio.
               I tedeschi di solito trasferivano dal carcere di via Tasso a Regina Coeli i prigio-
               nieri già stremati dalle torture; i detenuti di Regina Coeli veniva poi tradotti a
               Via Tasso per essere sottoposti agli interrogatori.
                    Le due mogli, appresa la notizia dell’arresto, non furono sopraffatte dallo
               sconforto. Anzi, come poi avrebbe scritto il generale Caruso, fu in tale circostanza
               che rifulsero in tutta la loro luminosa grandezza il coraggio e il sublime spirito di abnegazione
               delle signore Fontana e Rodriguez Pereira.


               1    Sono questi gli esatti termini utilizzati nelle proposte redatte personalmente dal generale
                    Caruso, rinvenute presso l’archivio storico della Direzione dei beni storici e documentali del
                    Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, riportati in tutto l’articolo.

                                                                                         55
   52   53   54   55   56   57   58   59   60   61   62