Page 287 - Numero Speciale 2024
P. 287
IL CARABINIERE DELLA NUOVA ITALIA
10
pur affermando il carattere apolitico dell’Istituzione . In questo senso, sembra poter-
si affermare che si legge in filigrana la perfetta condivisione della visione politica dei
governi in carica nel 1944 (Badoglio II e poi Bonomi II) che vedeva all’interno del
consiglio dei ministri anche i partiti che inizialmente non avrebbero voluto entrare
nei governi sotto la monarchia e particolarmente il Partito Comunista Italiano.
Nel piccolo articolo intitolato Guerra di Liberazione invece si sottolinea
l’importanza del ruolo dei militari dell’Arma.
In particolare, se ne ricorda la funzione tradizionale di Forza dell’Ordine:
La cronaca di questi giorni tutto registra, tutti devono sapere e tutto deve essere conosciuto;
presto i tempi muteranno e sull’are votive dei caduti mediteranno le nuove generazioni. I cara-
binieri documentino, raccolgano amorevolmente denuncie e testimonianze, ascoltino fra i caso-
lari e lungo i tratturi antichi, i racconti dell’ultima passione italiana dalla voce dei pastori,
uso al messaggio delle leggende che si tramandano ai posteri, fiorite di canti popolari.
Accanto a questo tuttavia si trova la riflessione intitolata Il Carabiniere.
Sempre con una forte base narrativa che si ricollega ai fasti risorgimentali si
afferma che “La vecchia Arma fedele è ancora al suo posto di dovere” . Si
11
tocca la questione della riorganizzazione che si ancora saldamente agli antichi
valori appresi all’inizio dei percorsi formativi.
In particolare l’autore afferma: Nobilissima è la sua missione sociale; protegge gli
averi e la libertà dei cittadini, aiuta i deboli, conforta i dubbiosi, ama la famiglia, rispetta la
religione. Apolitico per tradizione, il carabiniere ha un solo partito: il popolo; un solo pro-
gramma: la Patria; un solo vessillo: il tricolore d’Italia. Amato e rispettato dal popolo, il cara-
biniere è simbolo del dovere, emblema del valore.
Appare dunque significativo sottolineare il ruolo che il Comando Generale
dell’Arma dei Carabinieri Reali attribuisce in questa fase storica al rappresentante
dell’Istituzione; si tratta di un tutore dell’ordine capace di muoversi agevolmente
in un contesto di grande mutamento, dove però i valori tradizionali sono con-
fermati e rappresentano gli elementi ispiratori dell’azione dei militari dell’Arma.
Secondo il periodico istituzionale, infatti egli deve guardare al popolo quale suo
principale interlocutore, quei sudditi del regno d’Italia non ancora pienamente
cittadini che guarderebbero con simpatia e rispetto il Carabiniere, impersonifica-
zione fisica di quello Stato che faticosamente si sta ricostruendo.
10 Sebbene non sia espressamente indicato, si può affermare che si possa parlare di collabora-
zione anche con le componenti più politicizzate del movimento di Resistenza.
11 Il riferimento dell’autore qui è all’opuscolo di Ulderico Barengo, Comando Generale
dell’Arma dei Carabinieri Reali, Vecchia Arma Fedele, Conferenza tenuta dal maggiore Ulderico
Barengo nel Circolo Ufficiali della Legione Allievi CC.RR. di Roma l’8 aprile 1933, inaugurandosi il
primo ciclo di conferenze storiche sull’Arma, promosso dal Museo Storico dei CC.RR. in Roma, Roma,
[s.i.], maggio 1933.
285

