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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



                  A giudizio di chi scrive, però, il testo più interessante appare essere la pre-
             sentazione. Si tratta effettivamente del contributo che descrive e chiarire il biso-
             gno della nuova testata e la funzione che a questa è attribuita.
                  In particolare, è espressamente affermato che il giornale sorge sotto gli auspici
             del Comando Generale dei Carabinieri Reali allo scopo di tenere accesa nelle file dell’Arma
             la fiaccola della fede nei destini della nostra Istituzione […] nuovo nella veste e nello spirito
             […] il giornale del Carabiniere della Nuova Italia vuole essere una palestra di cultura mili-
             tare e di propaganda patriottica nell’Arma […] porterà ai fedelissimi l’espressione tangibile
             e manifesta della solidarietà che unisce la grande famiglia dell’Arma.
                  Certamente riemerge una forte enfasi e una certa esaltazione di valori che
             guardano lontano verso la storia del risorgimento e soprattutto la rimozione del
             più recente passato, anche se emergono espressione che ancorano i Carabinieri
             al regime da poco abbattuto come ad esempio i fedelissimi. L’articolo concludeva
             con un auspicio di migliore fortune per il giornale. Sono chiari, dichiarati ed evi-
             denti le ragioni legate alla scelta di pubblicare il periodico.

             4.  Novembre 1944, le altre pagine
                  Per spostare invece l’attenzione alle restanti pagine del primo numero, si
             evidenzia  che  la  seconda  pagina  era  dedicata  alla  memoria  della  Resistenza,
             come già anticipato. Si citano la promozione per merito di guerra del generale
                           12
             Filippo Caruso , La tragedia di Madama Vicenza, riprendendo un articolo appar-
             so sul Risorgimento di Napoli (si tratta della strage di Teverola ove furono uccisi i
             14  Carabinieri  della  Stazione  di  Napoli  -  Porto  e  due  civili) ,  il  ricordo  dei
                                                                         13
             Carabinieri massacrati in conseguenza dell’attentato di via Rasella con I nostri
             martiri delle Fosse Ardeatine, la messa in suffragio dei militari caduti durante l’oc-
                                          14
             cupazione e infine Resurrezione . Con quest’ultimo testo l’autore ignoto rappre-
             senta  la  ripresa  delle  attività  presso  la  caserma  sede  della  Legione  Allievi
             Carabinieri, individuando nel 15 settembre 1944 la data sotto la quale ha “ria-
             perto i battenti alla gioventù che accorre ad ingrossare le file della nostra istitu-
             zione, a questa linfa nuova che viene a dare nuovo vigore alla secolare quercia”.


             12   Su Caruso, si rinvia a Flavio Carbone, La partecipazione dei Carabinieri al fronte clandestino di resi-
                  stenza.  Roma  1943,  in  F.  Carbone  (a  cura  di),  I  Carabinieri  del  1943.  Numero  Speciale  della
                  Rassegna dell’Arma dei Carabinieri, a. LXX (2023), pp. 229-234, oltre al contributo presente in
                  queste pagine.
             13   Sulla strage si rinvia da ultimo a Vincenzo Longobardi, 1943: le quattro giornate di Napoli. I
                  Carabinieri della Stazione di Napoli Porto, F. Carbone (a cura di), I Carabinieri del 1943 cit., pp.
                  155-175.
             14   Sui  Carabinieri  Martiri  delle  Fosse  Ardeatine,  si  rinvia  preliminarmente  al  contributo  di
                  Mario Avagliano e Marco Palmieri presente nelle pagine di questo numero speciale, nonché
                  a Mario Avagliano - Marco Palmieri, Le vite spezzate delle Fosse Ardeatine, Torino, Einaudi, 2024.

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