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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



             della sua pubblicazione. Anche qui il messaggio appare chiaro; si trattava di un
             periodico, della forma di un giornale, dedicato alle necessità di comunicazione
             interna dell’Arma e ai suoi militari. In questa fase storica, non c’è alcuna idea di
             poterlo  distribuire  all’esterno  dell’Istituzione,  tenuto  conto  degli  imperativi
             legati invece alla ricostruzione dell’Arma o meglio alla costruzione di una Nuova
             Arma dei Carabinieri, tanto più che di lì a poco avrebbe perso pure il suo agget-
             tivo più importante che la legava alle sorti della casata regnante e della vecchia
             forma di Stato. A partire dall’aprile 1945, è indicata la “Spedizione in abbona-
             mento postale” che avrebbe dovuto garantire con la Liberazione del nostro
             Paese un ritorno ad una diffusione del giornale anche nelle zone che erano
             rimaste sotto controllo nazi-fascista.
                  Il periodico, è già stato ricordato, aveva carattere mensile; il primo numero
             è datato novembre 1944 e cessò poi le pubblicazioni nel dicembre 1947. La
             stampa era a cura dell’Istituto Poligrafico dello Stato.
                  Si trattava chiaramente di una iniziativa del Comando Generale tanto che
             nella quarta pagina sopra lo stampatore appare sino alla fine dell’esperienza
             pubblicistica “Edito a cura del Comando Generale dell’Arma dei RR.CC.” . In
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             questo senso si può far risalire la responsabilità al comandante generale, ma non
             sono emerse attribuzioni chiare nel corso della ricerca. Il formato (50 per 34,5
             cm), lo ricordava già, D’Alessandro, era al pari di un giornale di carta stampata
             tradizionale con una carta di bassa qualità. In effetti, con le necessità belliche e
             le richieste di popolazione ed alleati, la ricerca e l’utilizzo dei derivati dalla lavo-
             razione della cellulosa era una questione piuttosto complessa.
                  La struttura del numero prevedeva di massima quattro pagine: una prima
             di apertura, le due interne e l’ultima che chiude con una serie di temi minori a
             maggior carattere informativo se si vuole. In realtà, alcuni numeri si presentano
             leggermente diversi: il numero del febbraio 1945 è composto da sei pagine (due
             dedicate a reclutamento di subalterni e alla vita della legione Allievi, nonché a
             discriminazione ed epurazione con un piccolo accenno al Museo Storico); quel-
             lo del maggio 1945 (6 pagine) segnala la festa dell’Arma (131° annuale della fon-
             dazione) la visita del maresciallo Alexander ai Carabinieri in servizio a Roma; il
             numero del maggio 1947 che anticipa con 2 pagine la festa dell’Arma del 5 giu-
             gno; il numero del giugno successivo è composto addirittura su 8 pagine di cui
             2 danno spazio, con testi e foto, alle celebrazioni che si sono tenute in varie parti
             d’Italia in occasione della ricorrenza, altre due interamente dedicate alla figura
             del vice brigadiere Salvo D’Acquisto e le restanti alle attività di routine.

             4    Con il cambio di forma di Stato, diventa semplicemente edito a cura del Comando Generale
                  dell’Arma dei Carabinieri, con caratteri maiuscoli.

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