Page 286 - Numero Speciale 2024
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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



                  Come tale rappresentava (e oggigiorno rappresenta) un simbolo che col-
             lega idealmente alla difesa della Patria e alla salvaguardia delle libere Istituzioni
             secondo  l’attuale  dettato  normativo  previsto  nella  formula  di  giuramento  di
             fedeltà. In quella fase di ripresa, l’articolo principale è proprio dedicato al sim-
             bolo.  L’autore  ignoto  (l’articolo  non  è  firmato)  è  sicuramente  un  ufficiale
             dell’Arma dei Carabinieri che ricostruisce quasi in maniera fotografica le fasi di
             occupazione della caserma sede della legione Allievi e presenta una serie di ipo-
             tesi che erano circolate nelle fasi più convulse sulle sorti del vessillo. Così invece
             scioglie il dubbio: “si seppe - con certezza - che la Bandiera dell’Arma, portata
             nascostamente al Museo Storico dei Carabinieri, era stata, a cura del Presidente
             del  Museo  stesso,  convenientemente  celata  perché  non  divenisse  preda  del
             nemico”.
                  Nell’evocare il rientro della bandiera tra i ranghi, tuttavia, l’autore segnala-
             va un aspetto importante che associava i Carabinieri isolati nel servizio d’istitu-
             to al fante nella zona grigia dei combattimenti: “è questo quello che il culto della
             nostra Bandiera deve creare: che ognuno di noi sia sempre un poco come il
             fante isolato nella zona della morte, cosciente di quello che rappresenta, di quel-
             lo che deve imporsi e di quello che deve fare per essere degno delle gloriose tra-
             dizioni dell’Arma nostra”.
                  Il valore narrativo della vicenda della bandiera è utilizzato dall’estensore per
             esortare tutti i militari dell’Arma che avrebbero avuto in mano il periodico a
             ricordare il proprio dovere, quello dell’iniziativa e del servizio isolato, guardando
             al drappo come a quel riferimento comune che inquadrava tutti gli appartenenti
             alla medesima Arma dei Carabinieri Reali sparsi sul territorio nazionale.
                  Al  centro,  campeggia  invece  l’ordine  del  giorno  del  Comandante
             Generale, generale di corpo d’armata Taddeo Orlando, datato 20 luglio 1944 .
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                  In particolare, appare importante citare un passaggio:
                  L’arma è e deve essere apolitica per ragioni istituzionali; ma in questa grave ora in cui
             la volontà di tutti gli italiani è protesa verso il solo scopo di liberare il sacro suolo della Patria
             dall’invasore e restituire il Paese ad un regime di libertà, ogni prevenzione verso i partiti poli-
             tici deve cadere. So che il rispetto delle leggi, della libertà e della giustizia vi troveranno infles-
             sibili. Orbene così soltanto voi vi imporrete all’affetto ed alla stima del popolo italiano.
                  Le indicazioni del vertice dell’Arma appaiono chiarissime. Per soffermarsi bre-
             vemente, si può affermare che si dichiara espressamente l’obiettivo comune di tutti
             gli italiani, liberare il Paese, facendo cadere eventuali riserve verso i partiti politici, sia


             9    In questo senso andrebbe corretta la data di assunzione dell’incarico sul sito carabinieri.it che
                  riporta il giorno successivo, https://www.carabinieri.it/chi-siamo/ieri/storia/i-comandanti-
                  generali/i-cti-generali/gen-c-a-taddeo-orlando, ultima consultazione 2 agosto 2024.

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