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IL 1944 VISTO DAI DOCUMENTI DEL CONTROSPIONAGGIO ITALIANO
vate all’Italia, cancellando la colpa della Russia, la quale non avrebbe fatto altro
che reagire a scopo difensivo alla politica attuata di sospetti e minacce svolta da
Stati Uniti e la Gran Bretagna nei suoi riguardi.
Lo stato d’animo della popolazione veniva attentamente monitorato
soprattutto per quanto riguardava i rapporti tra le truppe alleate e la popolazio-
ne civile che erano improntati a una certa cordialità anche se, nel corso del
1944, fu notata una persistente azione denigratrice contro gli angloamericani.
Gli elementi del Battaglione ritenevano che questo dipendesse dalla influenza
delle idee diffuse tra le masse operaie: uno degli argomenti sfruttati, oltre alle
solite accuse dirette a presentare gli alleati come i primi responsabili delle pre-
senti difficoltà economiche in cui si dibatteva la popolazione italiana, era quello
del mancato rimpatrio dei prigionieri di guerra.
Erano infatti state segnalate, ad esempio nelle Marche e nel nell’Umbria
alcune dimostrazioni di protesta contro la lentezza delle operazioni di rimpa-
trio. Comunque l’opinione pubblica sembrava favorevole agli alleati e questo
era comprovato dal fatto che la lettura attenta delle corrispondenze private rile-
vava solo una leggera diminuzione del favore nei confronti degli alleati, quanti-
ficata in un modesto 6%.
La variazione in senso sfavorevole veniva imputata da un lato alla persi-
stenza e propaganda anti alleata degli estremisti e dall’altro alle ripercussioni
sull’opinione pubblica italiana delle decisioni trapelate del Convegno di Mosca.
I rapporti tra le Forze Armate angloamericane e quelle italiane e si mante-
nevano in termini di comprensione, rispetto e cordialità, anche se si rilevava che
il morale delle truppe italiane, per motivi comprensibili e ambientali non era
sempre molto elevato, pur notato un miglioramento disciplinare e una forte
diminuzione nelle assenze arbitrarie. La sicurezza militare continuava a mante-
nersi stabile anche perché i Servizi contro informativi alleati stroncavano con
efficacia l’attività informativa del nemico, in stretta e cordiale collaborazione
con quelle italiane.
Nel 1944 le prospettive economiche si deteriorarono ulteriormente e
grave fu la situazione dell’industria in quanto quella produzione era rimasta
inferiore al 50% del potenziale: quella elettrica era stata danneggiata dalla siccità
dell’anno e dagli impianti di trasmissione ormai inadeguati. La siderurgica man-
cava di materia prima o di combustibile e lo stesso valeva per le meccaniche. La
chimica si stava lentamente riprendendo. L’edilizia, per una regolamentazione
non ancora ben stabilita e per scarsità di materiale, non si sviluppava come
avrebbe potuto, anche per i costi eccessivi. Solo le tessili, risultate le meno dan-
neggiate, sembravano in netta ripresa.
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