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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



                  Non vi era dubbio che l’Abwehr fosse ormai discreditata a un livello tale
             da richiedere la sua riorganizzazione alla radice e nei singoli servizi. In confron-
             to, la Sicherheitsdienst (SD), anche se i suoi piani post-occupazione ‘nemica’
             cioè angloamericana per Roma, avevano riscontrato un virtuale disastro, aveva
             probabilmente subito un colpo meno duro al suo prestigio a differenza di quel-
             lo dell’Abwehr.
                  Le fortune della SD erano strettamente legate a quelle del partito nazista
             e quest’ultima - ritenevano - sarebbe sicuramente stata costretta dai probabili
             eventi  futuri  ad  assumere  il  controllo  sia  all’interno  che  all’esterno  della
             Germania,  con  più  vaste  responsabilità.  Il  controspionaggio  italiano  doveva
             tener  conto  di  questa  situazione  modificata  in  quanto  era  sicuro  che  la  SD
             sarebbe stata riorganizzata e riorientata per tenere conto della modificata situa-
             zione militare sul campo, con nuove sfide da individuare.
                  Si riteneva che gli Alti Comandi nazisti e gli altri centri di potere si sareb-
             bero presumibilmente spostati verso il nord-est dell’Italia anche se il Centro
             principale della SD in Italia sarebbe rimasto, almeno per il momento, a Verona
             ed era presumibile che quando le armate alleate avessero raggiunto la vallata del
             Po, le operazioni della SD sarebbero state ancora direttamente controllate ma
             da oltralpe.
                  Attivo era stato il controspionaggio nel 1944: in quel periodo più di cin-
             quanta agenti nemici erano stati scoperti e arrestati, anche perché la maggior
             parte di loro era molto giovane, poco addestrata o professionalmente preparata.
             Tra questi era stata notata una certa preponderanza numerica di elementi della
             SD su quelli dell’Abwehr.
                  Tutti gli agenti della SD avevano un impiego post occupazione in Roma e
             Firenze, mentre di quelli dell’Abwehr, arrestati nello stesso periodo, solamente
             un terzo era stato trovato a Roma e i restanti due terzi avevano prevalentemente
             operato  nei  porti  italiani,  in  Sicilia  e  Sardegna.  L’apparente  assenza  di  ogni
             apprezzabile sforzo stay behind  dell’Abwehr in Firenze si spiegava con il fatto
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             che quella città era stata il Centro operativo principale e di addestramento per
             circa sei mesi. Avevano avuto ampio tempo e opportunità di formare piani post
             occupazione per quella città e il loro fallimento, almeno per quanto era noto,
             nell’avvantaggiarsi di questi fattori, poteva essere considerato come una misura
             del fallimento e dei problemi che quella organizzazione informativa aveva avuto
             in Roma e altrove.
                  Degli agenti arrestati, approssimativamente, il 45% era stato individuato a
             Roma o in altre parti dell’Italia centrale ma quasi tutti scoperti e resi inoffensivi
             3    Sic nel testo del documento.

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