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IL 1944 VISTO DAI DOCUMENTI DEL CONTROSPIONAGGIO ITALIANO
quelle di facilitare il viaggio di persone ‘non autorizzate’ nell’Italia occupata
dagli alleati. Gruppi fascisti minori furono scoperti e liquidati in Sicilia.
Veniva monitorata, con una certa apprensione, l’influenza del comunismo
in molte parti dell’Italia occupata dagli alleati, soprattutto nelle fabbriche. Tutti
i rapporti indicavano che questi elementi potevano promuovere dei disordini e
diventare un pericolo per la sicurezza del territorio.
Sotto attenta osservazione del Battaglione era anche il Servizio
Informazioni Difesa (SID), della Repubblica Sociale Italiana. che aveva sede a
Volta Mantovana comandata dal tenente colonnello Candeloro De Leo, già a
capo del controspionaggio italiano in Sicilia al momento dell’invasione alleata,
che aveva rimpiazzato l’incompetente predecessore Vittorio Foschini. Il De
Leo, considerato peraltro persona molto capace e professionale, aveva scelto di
collaborare con la Repubblica fascista, forse per evitare di essere accusato di
appropriazione indebita di circa due milioni di lire ricevuti da agenti sotto
copertura mandati dagli Alleati: almeno questa sembrava essere la ragione,
come sottolineata dal controspionaggio e raccolta da voci nelle città dove erano
stati organizzati dei centri del SID, cioè Padova, Ancona, Firenze, Roma,
Milano e Genova e dove erano stati inviati molti agenti sotto copertura.
Come sopra accennato, il Battaglione presentava un rapporto mensile
sulla situazione, suddiviso in una prima parte relativa alla sintesi di operazioni
di controspionaggio effettuate; una seconda, relativa alla situazione ai fini della
sicurezza del territorio sotto controllo, derivante dagli avvenimenti internazio-
nali e da quelli nazionali; una terza, riguardava lo stato d’animo della popolazio-
ne e una quarta riferiva le voci che giravano e varie notizie .
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Nel gennaio 1945, la sintesi delle operazioni di controspionaggio indicava
che il 1944 e gli inizi del gennaio 1945 erano stati tra i periodi più intensamente
operativi, intesi soprattutto a reprimere le attività del servizio informativo tede-
sco ai danni delle operazioni in corso sul fronte italiano; gli ultimi residui di atti-
vità politica a fondo allarmistico che facevano capo alla SD e le operazioni di
quello della RSI, considerate ‘improvvisate’, cioè non professionalmente con-
dotte.
Alla fine dell’anno la stasi delle operazioni sul fronte appenninico aveva
permesso un riordinamento informativo e la programmazione preventiva del
personale che doveva essere destinato alle sedi del Nord Italia.
Contemporaneamente il Battaglione aveva inviato agenti sotto copertura in ter-
ritorio occupato dai nazifascisti per un orientamento a fini repressivi da effet-
tuare dopo lo sfondamento della Linea Gotica, considerato ormai vicino.
4 NARA, RG 226, A1.213, box 1 e entry 196, b. 27.
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