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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



                  Per quanto riguardava la situazione internazionale essa era per l’Italia sen-
             sibilmente peggiorata rispetto al passato. Mentre in riunioni internazionali pre-
             cedenti era stato riconosciuto il contributo italiano alla guerra anti nazifascismo,
             e per questo era stato deciso di riservare all’Italia un trattamento preferenziale
             che si concretava nel riconoscimento della precedenza del trattato di pace con
             l’Italia sugli altri trattati di pace europei, alla Quarta Conferenza di Mosca (9-19
             ottobre 1944, accordo Churchill-Stalin sui Balcani), la situazione dell’Italia fu
             assimilata a quella dell’Ungheria, della Romania, della Bulgaria e della Finlandia
             e quindi fu stabilita un’unica procedura per i cinque trattati di pace.
                  Fu rilevato, in quel periodo, che l’opinione pubblica italiana considerava
             con molto sfavore i risultati delle riunioni internazionali, soprattutto per ciò che
             si era saputo circa quella di Mosca e iniziava a temere che il trattato di pace,
             sotto pressione di Stati minori dell’Alleanza contro il Patto Tripartito, potesse
             assumere un carattere punitivo, non considerando il giusto valore dei 18 mesi
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             di cobelligeranza italiana, molto importante ai fini della vittoria alleata .
                  Non si poteva quindi escludere che il malcontento dell’opinione pubblica
             italiana di fronte alle decisioni che erano state prese nella riunione di Mosca,
             giudicate lesive dei diritti italiani, potesse poi dare adito a minacce per la sicu-
             rezza delle truppe alleate sul territorio e per lo stesso ordine pubblico interno.
             Si notava che le forze moderate politiche si limitavano a far presente il proble-
             ma sulla stampa e molto probabilmente, come i componenti del governo del
             momento, ne avrebbero fatto oggetto di trattative diplomatiche ma, per quanto
             riguardava le forze ‘estremiste’ (socialisti e comunisti) - sottolineavano spesso le
             relazioni -, queste dovevano prendere atto che determinate decisioni erano state
             prese proprio a Mosca e congiuntamente dalle tre Potenze, compresa la Russia
             che le aveva sponsorizzate.
                  Nei vari rapporti si rilevò, in tutto il 1944, un’abile propaganda che tende-
             va a sfruttare il malcontento popolare per raggiungere un duplice obiettivo, uno
             interno e uno internazionale, cioè far ricadere la colpa delle decisioni di Mosca
             sulle forze moderate che non avevano agevolato una energica e radicale azione
             antifascista e quindi avevano provocato la sfiducia dei tre Grandi, per una ripre-
             sa democratica in Italia. Notavano che la stampa tendeva però ad addebitare agli
             anglosassoni la responsabilità internazionale delle condizioni sfavorevoli riser-

             5    Un riconoscimento che però avvenne comunque nel testo del Trattato di pace firmato il 10
                  febbraio 1947 quando nel preambolo si può leggere che: dopo l’armistizio suddetto Forze Armate
                  italiane, sia quelle governative che quelle appartenenti al Movimento della Resistenza, presero parte attiva
                  alla guerra contro la Germania, l’Italia dichiarò guerra alla Germania alla data del 13 ottobre 1943 e così
                  divenne cobelligerante nella guerra contro la Germania stessa… Il periodo 1945-1947 non fu comun-
                  que facile per arrivare alla definizione del Trattato.

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