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IL 1944 VISTO DAI DOCUMENTI DEL CONTROSPIONAGGIO ITALIANO




               dopo  i  recenti  avvenimenti,  in  realtà,  l’attività  di  controspionaggio  aveva
               aumentato e, in parte, cambiato il campo d’azione da svolgere sia in campo
               politico sia in quello militare.
                    I punti della massima importanza riguardavano una seria azione contro il
               controspionaggio tedesco, tenendo presente che questa attività poteva essere
               svolta dal nemico in due modi: o lasciando sul posto all’atto del ripiegamento
               agenti italiani e tedeschi (il consueto stay behind) o, approfittando della facilità
               con cui si potevano attraversare le linee, inviare agenti con specifici compiti di
               spionaggio;  agenti  che  potevano  anche  assumere  l’aspetto  di  soldati  italiani
               sbandati, vista la situazione esistente.
                    Occorreva anche tener conto del morale e delle tendenze politiche della
               popolazione, soprattutto delle situazioni della politica locale, e delle truppe, che
               andavano seguite con molta attenzione, nel prosieguo del conflitto; periodica-
               mente doveva essere inviata alla Centrale una relazione per ciascuna provincia,
               dando rilievo ai partiti che godevano di maggiore credito verso la popolazione,
               le loro attività e a quegli esponenti che riscuotevano maggior credito: relazioni
               fatte e agli Atti.
                    Agli inizi la situazione non fu molto semplice se il Capo Sezione della
               «Bonsignore» dovette inviare delle direttive di servizio al Centro controspionag-
               gio di Bari e a quello di Napoli, chiarendo che le direttive alle quali i Centri
               dovevano attenersi sarebbero state solo quelle emanate da quella Centrale del
               Servizio e a questa si dovevano rivolgere i Comandi Alleati: la collaborazione
               doveva essere massima con gli organi locali anglo-americani, ma non dovevano
               essere  accettati  incarichi  che  non  riguardassero  specificamente  il  servizio  e
               comunque non comunicati dalla Centrale.
                    La professionalità della Sezione, largamente composta da ufficiali e sottuf-
               ficiali dell’Arma dei Carabinieri, venne poi riconosciuta tanto che divenne, nei
               documenti angloamericani, il Battalion 808° CS (controspionaggio), rimanendo
               per lungo tempo nel quadro di battaglia britannico, per l’impiego.
                    A metà novembre del 1943 fu costituita la Sezione controspionaggio pres-
               so l’8  Armata inglese, la cui dipendenza era, per l’impiego, dal Comando dell’8
                                                                                           a
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               Armata britannica; per le direttive tecniche, per il personale e l’amministrazione,
               dal Comando Supremo, Ufficio ‘I’, Sezione «Bonsignore». Aveva compiti con-
               tro lo spionaggio tedesco e contro l’attività fascista e squadrista, soprattutto
               considerando e selezionando le informazioni avute dalla polizia e dalla popola-
               zione locale (valutando le notizie in base alle fonti di persone influenti e serie),
               per arrestare cittadini che si fossero particolarmente compromessi nell’attività
               fascista e in quella filo-tedesca.


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