Page 251 - Numero Speciale 2024
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I CARABINIERI DELLE INVESTIGAZIONI SCIENTIFICHE PER I MARTIRI DELLE FOSSE ARDEATINE
All’apertura dei sacelli, i resti ossei furono ritrovati in uno stato di conser-
vazione disomogeneo: alcuni erano in cattive condizioni, mentre altri meglio
preservati. I resti, completamente scheletrizzati, furono sottoposti ad una lunga
e meticolosa attività iniziata con la documentazione di tutti i reperti e proseguita
con la pulizia degli stessi, in modo da riportare in luce le caratteristiche morfo-
logiche delle ossa. Non essendo state ritrovate in connessione anatomica, si rese
necessaria un’articolata operazione di ricognizione volta a riposizionare tutte le
ossa presenti in ciascun sacello, anche tramite la compilazione di schede antro-
pologiche grafiche. Ciò permise di confermare quanto riportato dalle fonti sto-
riche, ovvero che le vittime erano tutti maschi adulti.
L’esame delle ossa consentì di stimare l’età dei Martiri e, attraverso formu-
le di regressione basate sulla misurazione della lunghezza massima delle ossa
lunghe degli arti, fu fatta la stima della statura in vita.
A completare il quadro, furono catalogate le patologie visibili e i traumi
ossei ante-mortem con formazione di callo osseo, traumi con riassorbimento,
entesopatie a carico degli arti, periostiti, nonché inserzioni muscolari particolar-
mente marcate indici di intensa attività fisica. Sui crani rinvenuti fu possibile
osservare i fori dei proiettili, drammatica evidenza della causa del decesso.
Foto 3, 4 e 5: alcune resti scheletrici riesumati durante le attività svolte dai militari del RaCIS alle Fosse Ardeatine.
Materiale fotografico a cura del RIS di Roma.
Al termine dell’esame antropologico fu necessario procedere all’analisi del
DNA su porzioni scheletriche accuratamente selezionate, per giungere ad
un’identificazione certa. In generale, i distretti anatomici d’elezione da sottoporsi
ad analisi genetiche sono le ossa della teca cranica e le diafisi delle ossa lunghe
maggiori, come il femore e l’omero, ossia quelle ossa che possono vantare uno
spessore compatto sufficiente a preservare le cellule nucleate.
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