Page 249 - Numero Speciale 2024
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I CARABINIERI DELLE INVESTIGAZIONI SCIENTIFICHE PER I MARTIRI DELLE FOSSE ARDEATINE
alla identificazione dei dodici Martiri uccisi alle Fosse Ardeatine ancora privi di
un nome .
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Il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri comunicava prontamente
la piena adesione alla richiesta, incaricando il Raggruppamento Carabinieri
Investigazioni Scientifiche, ed in particolare la Sezione di Biologia del Reparto
Investigazioni Scientifiche (RIS) di Roma, di procedere a tutte le operazioni tec-
niche richieste.
Le attività di identificazione ebbero inizio il giorno 9 giugno 2010 presso
il Mausoleo delle Fosse Ardeatine, con la rimozione delle lastre in pietra dai
sacelli indicati con i numeri “3” - “52” - “98” - “122” - “155” - “264” - “272”
- “273” - “276” - “283” - “284” - “329”. I giorni successivi furono dedicati alla
raccolta, catalogazione e valutazione dei resti ossei presenti in ciascun sacello.
Tutte le operazioni vennero effettuate alla presenza di rappresentanti
dell’ANFIM e delle autorità religiose della comunità ebraica, nel rispetto del
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rito ebraico previsto per le operazioni di riesumazione.
In generale, compito dell’antropologo forense è quello di collezionare
informazioni da resti cadaverici per tracciare un accurato profilo biologico che
possa condurre sino alla loro identificazione, oltre che fornire indicazioni utili
all’accertamento delle circostanze e delle cause della morte. Un esame attento
dei resti scheletrici umani può restituire la storia della persona a cui appartene-
vano: l’età alla morte, il sesso, alcune patologie o alcuni traumi subiti in vita, in
casi più fortunati persino il tipo di occupazione svolta e, quando questa lascia
un segno sulle ossa, anche la causa del decesso. Per analizzare uno scheletro
umano sarebbe d’obbligo seguire le regole del recupero archeologico ovvero
progredire per strati (mediante l’utilizzo di idonei strumenti che consentano di
esporlo senza danneggiarlo) registrando e documentando la posizione recipro-
ca di ciascun frammento osseo al momento del ritrovamento.
5 L’Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della Difesa nasce con Regio Decreto del
24 giugno 1919 come “Commissione nazionale per le onoranze ai militari d’Italia e dei paesi
alleati morti in guerra” per la conduzione dei cimiteri di guerra e delle sepolture dei caduti
su territorio nazionale ed estero. Nel 1951 diviene “Commissariato Generale per le
Onoranze ai Caduti in guerra” (ONORCADUTI), alle dipendenze del dicastero della Difesa,
ma è solo nel 2023 che assume l’attuale denominazione. Si tratta di un Ente interforze a con-
figurazione operativa con competenze ed attribuzioni che attengono: all’alta sorveglianza e
alla gestione di otto Zone monumentali di guerra; alla sistemazione, manutenzione e custodia
di circa 1300 Sepolcreti in Italia ed all’estero nei quali sono conservate le spoglie di 970.000
militari; alla ricerca, recupero, eventuale rimpatrio e definitiva sistemazione dei Caduti italiani
non ancora individuati.
6 ANFIM: Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri, nasce il 4 giugno 1944 con il
nome di “Comitato dei 320” formato dalle vedove e familiari delle vittime dell’eccidio alle
cave ardeatine con lo scopo di restituire degna sepoltura ai martiri e fornire assistenza sia
materiale che spirituale alle famiglie (www.anfim.org.).
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