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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



                  Quando ci si approccia al rinvenimento di ossa riconosciute come umane,
             l’antropologia fisica insegna come alcuni distretti anatomici siano più informa-
             tivi di altri per poter inferire circa l’età delle persone decedute. Nel caso di indi-
             vidui in crescita, si valuta lo stato di accrescimento e di saldatura delle epifisi
             delle principali ossa lunghe, nonché lo studio dell’eruzione e della maturazione
             dentaria. Viceversa, la diagnosi di età alla morte di un adulto si fonda sulla valu-
             tazione  dell’usura  progressiva  che  subiscono  le  ossa  a  livello  articolare.  Le
             metodiche macroscopiche più accreditate tengono conto del graduale passag-
             gio della superficie ossea dell’articolazione da un aspetto mammellonato e gio-
             vanile ad uno usurato, con appiattimento e progressiva degenerazione dei mar-
             gini, presenza di lesioni litiche e produzione di escrescenze ossee, indici del pro-
             gressivo invecchiamento osseo.
                  Poiché la specie umana esprime nell’adulto un discreto dimorfismo ses-
             suale, per determinare il sesso in un resto scheletrico si possono applicare due
             distinti approcci: morfologico e metrico. Il distretto morfologicamente più inte-
             ressante per questo fine è il bacino, la cui affidabilità diagnostica si attesta intor-
             no  al  95-98%.  In  conseguenza  delle  funzioni  fisiologiche  che  assolve  nella
             donna con la gravidanza ed il parto, il bacino femminile si mostra basso e largo
             rispetto a quello maschile che si sviluppa maggiormente in altezza, assumendo
             una posizione più verticale. In particolare, lo stretto superiore e l’angolo sotto-
             pubico femminile si presentano più ampi di quelli maschili; inoltre, come avvie-
             ne per molte altre ossa, nell’uomo le iliache e sacrali si presentano mediamente
             più spesse e più pesanti di quelle della donna. La diagnosi di genere può essere
             effettuata anche con lo studio del cranio, in quanto, quello maschile si mostra
             più robusto rispetto a quello femminile, con tratti più marcati a carico della
             nuca,  delle  orbite  e  della  fronte,  che  risultano  essere  i  punti  maggiormente
             informativi.
                  Lo studio della dentizione fornisce non solo un quadro igienico-sanitario,
             ma anche un’indicazione dello stato di nutrizione dell’età evolutiva; inoltre, l’an-
             notazione delle evidenze odontologiche delle mandibole e dei mascellari è utile
             per studiare le principali odontopatie, le agenesie dei terzi molari e le condizioni
             di usura generale delle corone dentali.
                  Una volta annotati il sesso e l’età alla morte, per completare il profilo bio-
             logico, si procede con la stima della statura e la registrazione di altri connotati
             e contrassegni rilevabili dai resti scheletrici umani.
                  Nel caso degli inumati alle Fosse Ardeatine, lo scopo del lavoro delegato
             ai militari della Sezione di Biologia del RIS di Roma era quello di attribuire
             un’identità ai dodici Martiri rimasti ancora senza nome.

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