Page 255 - Numero Speciale 2024
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I CARABINIERI DELLE INVESTIGAZIONI SCIENTIFICHE PER I MARTIRI DELLE FOSSE ARDEATINE
➣ al Martire Michele Partito (sacello n. 155 - tramite il confronto con il pro-
filo genetico di nove nipoti, figli dei fratelli). Michele, nato a Casteltermini
(Agrigento), all’inizio del 1944 aveva lasciato la Sicilia per raggiungere Roma
dove si persero le tracce. Aveva 42 anni quando fu ucciso alle Fosse Ardeatine;
➣ al Martire Marian Reicher (sacello n. 272 - tramite il confronto con il pro-
filo genetico del figlio David Reicher residente in Israele). Marian, ebreo nato a
Kolomyja (Polonia), svolgeva il lavoro di dentista quando fu arrestato a Roma
e rinchiuso nel carcere di Regina Coeli. Aveva 42 anni quando fu ucciso alle
Fosse Ardeatine;
➣ al Martire Heinz Eric Tuchman (sacello n. 276 - tramite il confronto con il
profilo genetico di Jeremy Tuckman figlio del fratellastro, residente in Gran
Bretagna). Heinz Erich nacque a Magdeburgo (Germania) da una famiglia di
imprenditori del legname e nel 1942 si trasferì presso l’Arcidiocesi di Chieti-
Vasto dove sposò Hilde Rosy Jacobson. Nel 1944 Heinz Eric Tuchman,
nascondendo la sua origine ebrea, diventò l’interprete del comando tedesco ma,
una volta scoperto, fu arrestato e trasferito, insieme alla consorte, presso il car-
cere di Regina Coeli. All’età di 33 anni fu trucidato alle Fosse Ardeatine, mentre
la moglie Rosy morì ad Auschwitz.
Ad oggi le attività proseguono su campioni biologici che seguitano a per-
venire da ogni parte del mondo, prelevati a tutti quei parenti che ancora sono
alla ricerca dei loro cari crudelmente assassinati durante la Seconda Guerra
Mondiale. Ogni campione biologico che arriva è analizzato e confrontato, con
i profili genetici presenti negli archivi del RaCIS, alla ricerca di ulteriori attribu-
zioni molecolari di identità.
Ad ottant’anni dalla strage, rimane ancora viva la speranza che il lavoro dei
militari specializzati dell’Arma dei Carabinieri possa dare un nome a tutti i
Caduti nell’eccidio delle Fosse Ardeatine, affinché i familiari abbiano finalmente
un sepolcro dove rincontrare i loro cari.
Il Mausoleo delle Fosse Ardeatine non è solo un cimitero, è il luogo dove
continuano a vivere le storie di 335 martiri, è il posto in cui il Paese rende onore
alla memoria dei suoi figli, è un simbolo a perenne ricordo della seconda guerra
mondiale.
Entrando nel Sacrario gli occhi si posano su questa frase “Qui fummo tru-
cidati vittime di un sacrificio orrendo. Dal nostro sacrificio sorga una patria
migliore e duratura pace tra i popoli” da cui ogni cittadino del mondo dovrebbe
trarne un profondo insegnamento.
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