Page 161 - Numero Speciale 2024
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IL RUOLO DELL’ARMA DEI REALI CARABINIERI NELLA VICENDA DEL “TITANIC FERROVIARIO”
di militari italiani); il presidio delle altre stazioni nelle ore di transito dei treni;
rigide procedure per la distribuzione dei biglietti ferroviari; lo “sgrappolamento”
(sic!) del servizio di polizia ferroviaria e la scorta ai treni.
Peraltro va evidenziato un aspetto fondamentale di carattere operativo,
praticamente ignorato dalla storiografia: tutte la produzione legislativa del
Regno d’Italia prima della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale era soggetta ad
approvazione, censura e addirittura interventi modificativi della Commissione Alleata di
Controllo. Il fine non era solo il controllo politico, ma anche quello di evitare la
costituzione di oneri e responsabilità a carico degli Alleati.
Immagine della 480.016: la locomotiva in testa al Treno 8017
(Fonte: Foto M. Sartori - Collezione A. Riccardi e M. Boddi)
3. Un treno merci con centinaia di persone bordo diventa un treno fantasma
Indipendentemente da tali dinamiche ciò non servì a nulla e, nelle prime
ore del 3 marzo 1944, i pochi uomini della caserma dei Carabinieri di Balvano
furono travolti dalla straordinaria emergenza conseguente alla morte di più di
seicento persone a bordo del Treno 8017 nella vicina Galleria delle Armi.
Il Treno 8017 non rappresentava certo un’eccezione quanto alla grave proble-
matica dell’affollamento di tutti i convogli ferroviari, ma, a causa della fatale som-
matoria di una serie di eventi stratificatisi perfidamente, divenne prima un treno
fantasma per sempre responsabile del più grave disastro ferroviario della storia.
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